L’opinione di Gino Trapani: Alla ricerca dei sensi perduti

- Discorsi sulla soglia

Da tempo si lamenta che nella attuale società si è perso il senso del sacro. La pandemia potrebbe essere l’occasione per recuperare valori spirituali smarriti e tenere un rapporto più frequente con l’invisibile, che una volta dai filosofi era chiamato la quintessenza, l’anima del mondo …
Purtroppo, invece, estremisti, razzisti e molti dei politici che proclamano “prima noi” approfittano della crisi economica e medica, per sobillare la gente comune, puntando a creare disordine, che compromette la coesione sociale e alimenta l’odio, invece della solidarietà e del senso del bene comune.
La seconda ondata del coronavirus – che, per il numero di contagiati, ha reso la Sicilia zona arancione – ci fa ripiombare a vivere nel silenzio, che può indurci alla isolitudine, per comprendere meglio ciò che ci sta intorno, non più immersi in una sonorità continua, che a volte diventa insopportabile per le nostre orecchie.
A causa del distanziamento sociale, essendo il tatto opportunamente evitato (con conseguenze spiacevoli anche nei contatti amorosi), viene messo a dura prova anche il senso dell’olfatto, che di solito ci consente (oltre a distinguere il puzzo dal profumo) di imprimere nella mente l’olezzo di una persona cara, che diventa una memoria più viva di quanto non lo sia una immagine della stessa persona.
L’olfatto si connette con il gusto in quanto l’odore è preliminare al sapore di un cibo. Sono i due sensi più istintivi, perché legati tanto al corpo quanto allo spirito. Tuttavia il termine gusto può essere traslato nel campo estetico. Esso regola i sensi del bello e della misura, sempre più smarriti o sottovalutati (secondo un aforisma di Stendhal, in una comunità, quando manca il gusto estetico, è in agguato il delitto).
Nell’ultimo decennio, con il passaggio al digitale, più degli altri è cambiato il senso della vista. Ogni incontro viene finalizzato allo scopo di fotografarlo e proiettarlo nei social, magari falsandolo. Incontrarsi nel video significa vivere dentro una realtà di seconda mano, un surrogato che può essere manipolato. E il coronavirus ha contribuito ancora di più ad accrescere le occasioni per le falsità e le frodi dei persuasori occulti, dei politici mistificatori e dei negazionisti, che inondano i social affermando che i morti di peste non sono dovuti alla pandemia, ma rientrano nella dinamica ordinaria della esistenza umana. Ma la verità sta ben oltre le apparenze (per questo Omero non aveva bisogno della vista per raccontare: era cieco).
Come vincere l’incomunicabilità? Con il sesto senso, che ci aiuta ad acquistare la capacità di considerare le cose da un punto di vista “non ordinario”, che Luigi Pirandello chiamava umorismo, il senso del contrario. Con esso e con l’intuito ci si può sentire accomunati non tanto nella pena di vivere (come diceva il drammaturgo agrigentino), ma soprattutto nella capacità di resistere alle avversità e nella voglia di provare, in silenzio, a misurarci con l’invisibile, il sacro, la quintessenza, l’essenza ultima delle cose, che un tempo veniva intesa come una realtà intermedia tra spirito e natura, nesso tra microcosmo e macrocosmo: lo spirito del mondo …

 

 

 

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