Basicò: nasce il primo frutteto didattico

- Attualità, Provincia

Nasce a Basicò il primo frutteto didattico, all’interno del palazzo baronale.

“Da sempre lo spazio esterno al palazzo non ha trovato una specifica destinazione, – spiega Raffaele Bondo, presidente del Civico Consesso della giunta del Sindaco Filippo Gullo, a 24live.it – sono innumerevoli i progetti che potrebbe ospitare ma nulla calza meglio, a nostro avviso, di un frutteto didattico”.

Pare essere un richiamo storico, in quanto si narra che l’ultima famiglia feudataria di Basicò, i De Maria, avevano fatto piantare nel loro giardino ogni albero da frutto all’ epoca conosciuto. Il barone, persona solitaria e guardinga, amava passeggiare nella propria tenuta contornato da essi.

“Dalla famosa ‘passiata du baruni’ all’intento di avvicinare l’uomo alla natura. E’ questo messaggio che vogliamo passi.- continua Biondo – L’uomo si sta sempre più allontanando da quella che è la coltivazione della terra: gli innumerevoli impegni e la vita frenetica non gli consentono di ritagliarsi uno spazio di tempo e di terra per poter coltivare come facevano i nostri nonni. E così quasi tutto ciò che mangiamo prima di arrivare sulla nostra tavola ha percorso chilometri e chilometri dentro le celle frigorifere. In pochi sanno cosa significa raccogliere un frutto ed addentarlo: quel miscuglio di sapori e odori è qualcosa che il bancone del supermercato non potrà mai dare, nemmeno fra mille anni”.

Una fonte di attrazione per grandi e piccini, un’ aula a cielo aperto per il mondo della scuola, per le scolaresche che andranno a visitarlo e che potranno toccare con mano i diversi frutti che la natura ci offre. Un atto consapevole di un’amministrazione che a cuore l’importanza della biodiversità e la coltura della terra.

“Non è soltanto il primo frutteto didattico presente in zona, sarà anche il gancio, la scusa per visitare le viuzze basicotane, le cripte, le chiese, i caseifici, il baglio, quelle che erano l’abitazione del barone e dei sudditi, la grande biblioteca, il museo arti e tradizioni. Insomma, tutto quello che abbiamo da offrire.” – conclude Raffaele Biondo.

Il progetto, ancora in fase embrionale, vedrà associare una targhetta che ne indicherà le peculiarità, la storia e qualche curiosità. Gli alberi, al momento, sono 50, tutte specie autoctone diverse, diverse tipologie di pere, mele, albicocche, kaki, gelsi, ciliegie e molte altre varietà.

 

 

 

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