L’opinione di Gino Trapani: “I coppieri della libertà”

- Discorsi sulla soglia

Nel IV secolo avanti Cristo Il filosofo Platone mise in allarme i concittadini dalle deformazioni negative in cui può cadere qualsiasi forma di governo, se viene gestita nel disordine sociale. In particolare ha scritto:

Quando un popolo, divorato dalla sete della libertà, si trova ad avere come capoccia dei coppieri che gliene versano quanto ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti cittadini, sono dichiarati nemici del popolo. Avviene pure che chi si dichiara disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo coetaneo e non viene più rispettato; che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui; che i giovani pretendono la stessa considerazione dei vecchi e questi, per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani. In mezzo a tanta libertà nasce e si sviluppa la mala pianta: la tirannide”. (Platone, La repubblica, Libro VIII).

Platone denunzia il pericolo che è costituito dai coppieri della eccessiva libertà, i quali – con il loro fanatismo ubriacante – mirano a screditare chi rispetta le regole, facendolo apparire come un servo. Oggi sulle piazze di molti paesi europei si aggirano i nuovi paladini della sovranità del popolo, che gettano odio e fango sugli avversari politici, accusandoli di danneggiare il popolo. Sono le sirene del XXI secolo, forti delle loro furbesche arti retoriche, che hanno alle spalle un formidabile gruppo di abili e spesso scorretti manipolatori della comunicazione virtuale e del consenso, che li aiutano a presentarsi come gli unici rappresentanti degli interessi del popolo.

Post scriptum – Platone non era contrario al governo di uno solo – la monarchia -, purché fosse gestita con equilibrio. Lo dimostra il fatto che egli fece di tutto per convincere Dionisio I° e Dionisio II°, tiranni di Siracusa, a gestire il potere secondo i suoi consigli da filosofo. Ma nei tre viaggi in Sicilia i suoi tentativi risultarono vani.

 

 

 

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