Nino Pietrini: “Le opere di mio padre Mariano nella villa Primo Levi sono state dimenticate”

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Dopo l’inaugurazione delle “riqualificate” aree del monumento ai caduti e della villa “Primo Levi” giunge alla nostra redazione una mail con cui Nino Pietrini, figlio dell’artista Mariano Pietrini, chiede la restituzione, a causa della scarsa considerazione da parte delle istituzioni, dell’opera donata dal padre al Comune nel 2015 e collocata dopo la sua morte nella villa stessa.

“Dal giorno dell’inaugurazione avvenuta nel 2017 – scrive con amarezza Nino Pietrini – ci occupiamo della manutenzione del verde, nella zona che si trova intorno alle sculture. Qualche settimana fa abbiamo appreso che le opere di riqualificazione della villa non avrebbero interessanto la zona dove sono collocate le opere, anzi gli interventi di riqualificazione hanno previsto la rimozione di due delle sculture più piccole ed in più hanno danneggiato gli impianti di illuminazione ed irrigazione che a nostre spese avevamo installato. Ne prendiamo atto e in silenzio ripristiniamo e provvediamo alla pulizia.

Oggi attraverso i social apprendiamo che sono stati restaurati i pannelli esplicativi delle due aree e con grande sorpresa riscontriamo che l’opera di Mariano Pietrini non esiste!

Quindi se il Comune non la include nelle opere di riqualificazione e una delle associazioni culturali che rappresenta da anni la cultura barcellonese non ritiene l’opera degna di apparire sul pannello esplicativo della piazza traiamo le conclusioni che forse la città non gradisce quest’opera! Quindi a nome degli eredi dell’artista chiederò la restituzione, a meno che non si cominci a capire che forse quelle pietre hanno un valore non solo simbolico o artistico, ma anche economico.

Amareggiati inoltriamo queste dichiarazioni ai mezzi di stampa aspettando che nell’immediato si provveda a porre rimedio a queste “sviste”.

Il presidente della Genius Loci Bernardo Dell’Aglio, chiamato in causa, ha risposto sui social alla presa di posizione di Nino Pietrini: “I pannelli a cui fa riferimento sono stati adottati nel 2012 dall’amministrazione comunale guidata al tempo dal sindaco Collica. Spesso va fatto il restyling a spese nostre e questo è accaduto anche in questa circostanza. Per tutti i pannelli non si può fare il rifacimento, ma solo la ristampa quando sono danneggiati.
Non puoi aggiungere in modo rabberciato tre righe perché li devi togliere alla didascalia che in questo caso riguardava il Teatro o del Prof. Genovese. Il pannello in ferro battuto e relativa stampa ha per noi un costo di 250 euro. Se la famiglia Pietrini o il Museo Jalari è disposta a versare questo contributo ci impegniamo a realizzarlo subito”.

AGGIORNAMENTO. Mariano Pietrini ha contattato la redazione per precisare che nel corso dei lavori è stato danneggiato il solo impianto elettrico e che è stato ripristinato dalla ditta che ha completato l’intervento. I familiari di Pietrini stanno verificando con i responsabili dei lavori l’opportunità di ripristinare le due piccole statue che attualmente sono state rimosse per consentire gli interventi di riqualificazione del muro di cinta.