Reinventare i libri e la cultura. Da appassionato a book reviewer e blogger, a colloquio con Marco Mandarano

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Marco Mandarano è un book reviewer e un blogger. Si occupa di cultura e di libri, di lettura e autori. Un giovane professionista che non ha mai abbandonato la passione per la lettura fino a farne il suo principale hobby, anche se per chi non lo conosce abbastanza è difficile da credere che si tratti solo di un simpatico passatempo. Lo fa talmente bene che è facilissimo pensare che il suo sia un vero e proprio mestiere. 24live.it oggi indaga su un piccolo spaccato di quella che è la sua arte.

  1. Marco, perchè hai scelto di essere book blogger?
    Posso risponde alla tua domanda anticipandoti che leggo da una vita, anche la domenica leggevo spesso i quotidiani ma non mi sono mai scoperto book blogger fino a 2013 quando ho acquistato “il coperchio del mare” di Banana Yoshmoto, quel testo mi aveva emozionato, intrattenuto, ed all’improvviso ho sentito il bisogno di scrivere la mia opinione, così è nata la prima recensione. All’epoca avevo un piccolo blog su WordPress e scrivevo recensioni liberamente, poi nel 2018 ho deciso di acquistare un dominio, fare le cose in grande ed ho frequentato un corso di scrittura creativa online, poiché non avevo tempo per frequentarlo di presenza ho scelto questa soluzione. La scuola di scrittura mi ha aperto gli occhi e fatto notare tantissime sfaccettature dei testi che prima non notavo, infatti basta confrontare le mie recensioni e si nota subito come le ultime sono più curate e dettagliate, poi ho conosciuto anche un editor, Chiara Beretta Mazzotta con i suoi suggerimenti sul mondo dei libri, così ormai in parte mi ero forgiato. Alla fine di questo percorso ti posso dire che mi sono ritrovato Book Blogger perché sentivo che il mondo dovesse conoscere la mia posizione su un determinato testo, ci mancava poco che scrivevo recensioni anche per i libri di diritto ma vorrei evitare per il momento…
  2. Cos’è ‘Libri per noi’?
    Libri per noi è il nome definitivo e sostitutivo del precedente blog chiamato libri e libri, ma poiché non mi piaceva come suonava il nome, volevo qualcosa che fosse più familiare, osservando gli altri blog vedevo che la fantasia e l’originalità non mancava, ma nello stesso tempo volevo che fosse un nome semplice da ricordare, che non fosse nemmeno ricollegabile ad una libreria, allora ho scelto il nome libri per noi. Per me Libri per Noi rappresenta lo stadio finale di un cammino formativo, dalle prime recensioni alle ultime, più dettagliate e curate, poi sul sito non mi occupo solo di libri, ma faccio anche interviste ad editori, scrittori, commento le fiere che purtroppo per ora data l’emergenza Covid sono sospese forse fino a settembre.
    Da poco ho iniziato anche uno studio sulle librerie siciliane, qui ci sarebbe da fare un discorso, da una parte per via della loro importante presenza nei piccoli centri rurali come fari di cultura nel buio dell’ignoranza, sono piccoli centri di raccolta per gli amanti della lettura, dall’altra parte il fenomeno delle librerie è legato alla realtà dei gruppi di lettura. Libri per Noi è una parte di me, con i miei scritti, le mie ricerche ed i suoi contenuti, il sito è espressione della mia persona, c’è anche una mia “rubrica”, ovvero, il mio “pensiero libero” dove esprimo la mia opinione su temi contemporanei e di attualità.
  3. C’è un genere di lettura che preferisci rispetto ad altre?
    Cristina, leggo di tutto o quasi, non mi piacciono i fantasy forse perché sono molto razionale, pensa mi hanno regalato “le cronache del mondo emerso” di Licia Troisi, apprezzo il pensiero ma al momento preferisco lasciarlo dove si trova, insieme a Virginia Woolf con il suo libro “gita al faro”, gli scrittori inglese non fanno molto per me, perché mi danno l’impressione di leggere un trattato , salvo Oscar Wilde.
    Per me la lettura è un passatempo piacevole, puoi darmi un Harumi Murakami, una Banana Yoshimoto, un Massimo Gramellini, una Chiara Gamberale, un Alessandro Baricco, Paolo Coelho si e no per via del suo mischiare il sacro con il profano salvo per l’alchimista di cui immagino un lungometraggio Pixar (spazio molto con l’immaginazione durante la lettura), solitamente preferisco i romanzi moderni e contemporanei.
    Poi per i classici preferisco Italo Calvino, il Cavaliere inesistente, il sentiero dei nidi ragno, uno, nessuno centomila di Luigi Pirandello, poi ci sono i classici stranieri come Le notti bianche, memorie del sottosuolo di Dostoevskij, Anna Karenina di Lev Tolstoj, il dottor Zivago di Boris Pasternak, anche se nell’ultimo periodo ho scoperto José Saramago le intermittenze della morte, uno scrittore geniale.
  4. Qual è o quali sono i libri che hai recensito e che hanno maggiormente influenzato la tua forma mentis e perché?
    Le mie letture si sono alternate durante la crescita, da adolescente magari leggevo Sausanna Tamaro con “Luisito” oppure “va dove ti porta il cuore” poi durante l’università trovavo Baricco particolarmente geniale, anche se in parte è molto prolisso, io adorato Oceano mare e le vicende attorno alla locanda Almayer, vedi ogni scrittore non solo deve saper scrivere ma nello stesso tempo deve far sognare il lettore, deve intrattenere con qualcosa fuori dall’ordinario, in quest’ultimo testo mi ha colpito molto il confronto di pensiero fra il pittore e lo studioso dei tramonti, due uomini con due visioni differenti della realtà una artistica ed anticonformista e l’latra razionale scientifica, Baricco li mette insieme, descrive le loro divergenze e li mette insieme per poi completarsi a vicenda.
    Sicuramente a parte Baricco una scrittrice che mi ha influenzato è stata Banana Yoshimoto, lei come per Carlos Luis Zafon, Paulo Coelho, Jose Saramago, per riuscire a cogliere il suo pensiero devi leggere i suoi libri, ma non uno almeno quattro, cinque, la Yoshimoto esprime bene l’importanza del vivere adesso, c’è molto Pantarei con il suo “tutto scorre e nulla permane”, ciò si evince molto bene nel suo libro in parte autobiografico “un viaggio chiamato vita”, secondo me questo dipende anche dal fatto che il padre era un filosofo e lei è stata cresciuta in America, quindi ha portato molto del pensiero filosofico orientale nella cultura occidentale.
  5. Raccontaci cosa si può creare con la lettura. Quali sono stati i progetti ai quali ti sei interessato e che hai portato a termine?
    Per quanto riguarda i progetti realizzati ho già fatto due interviste con altre due book blogger parlando di Banana Yoshimoto e del libro “il corpo sa tutto” e su Josè Saramago con il suo libro “le intermittenze della morte”.
    Sempre per mezzo della lettura sono intervenuto:
    alla fiera internazionale del libro di Torino che quest’anno stata online per il Covid, anche se sulla Stampa leggevo che in autunno ci sarà fisicamente; ho partecipato alla fiera piccola e media editoria marchigiana, da qui capirai che se sei un appassionato di libri acquisisce voce in capitolo, perché la tua opinione rispecchia la parola sia del lettore qualsiasi sia del lettore che legge anche ad un livello più alto, per scovare le piccole curiosità.
    Ovviamente, il libro è il connubio perfetto fra la persona ed un qualcosa d’indefinito, ad esempio un libro può essere di cucina, di pesca, di scelta dei vini, di narrativa, di diritto, d’inglese, lo puoi collegare a tutto, ad esempio leggendo Nicolase Barreau con il suo libro “gli ingredienti segreti dell’amore” o Chiara Gamberale con il suo libro “per dieci minuti” avevo trovato delle ricette all’interno dei romanzi, così ho realizzato un piccolo spazio web chiamato da me “libri e cucina”, infatti, sulla pagina Facebook di Libri per Noi, ci sono tutti i miei video di cucina, ho realizzato i Pancake al cioccolato oppure la torta salata di zucchine.
    Ti parlo anche dei miei progetti, vorrei leggere un libro sulla pizza, chiamare un mio ex compagno di scuola che si è aperto un locale a Milano e parlare con lui di questo, magari cercando di cogliere dei consigli per i lettori, poi ho in programma di leggere Luis Sepulvéda con il suo libro “il mondo alla fine del mondo” che tratta di un giornalista che durante un servizio sulla caccia alle Balene si ritrova coinvolto a bordo di una ONG, da questa idea mi sono messo in contatto con il gruppo Greentology di Catania che collabora con WWF Catania e Legambiente per discutere di tutela ambientale, protezione delle tartarughe marine, come vedi l’idea nasce sempre da un libro.
    Un altro progetto è lo studio sulle librerie di cui farò delle interviste e scriverò la storia, come l’antica libreria Prampolini di Catania.
  6. Parlaci delle ultimissime iniziative. A cosa hai dato vita in quarantena? Chi sarà il prossimo intervistato del book blogger Mandarano?
    Prima della quarantena esisteva solamente il blog di Libri per Noi, ma non aveva visibilità, scrivevo e scrivevo ma solo gli amici su Facebook leggevano, così durante la quarantena ho aperto un profilo Instagram, un social più indicato per le nuove generazione e con funzioni che in parte ci sono su Facebook, da qui ho notato che potevo connettermi con chiunque e dovunque, allora ho pensato di rendere Libri per Noi più dinamico, coltivarmi dei lettori e scambiare opinioni con altri lettori, così sono nate le interviste.
    Il prossimo intervistato sarà il direttore artistico del Catania Book Festival Simone Dei Pieri, purtroppo quest’anno il festival è stato rinviato dal 8 al 10 di ottobre 2020 ma lo staff del CBF ha dato vita ad una serie d’interviste a scrittori ed allo staff, permettendo di continuare a suscitare interesse e coinvolgere lettori e scrittori anche rimanendo a casa, pensate che gli organizzatori del CBF sono stati contattati dal Salone Internazionale del Libro di Torino per aiutarli nell’organizzazione.
    Attualmente ho il calendario delle interviste di luglio, spero di farne una a settimana salvo impegni di lavoro, ti anticipo che ci sarà Bianca Gangi che ha scritto un libro sulla vita privata di Marilyn Monroe, ci sarà Larà di Carlo che insieme ad altri sta portando avanti un progetto sull’editoria online, poi avremo uno scrittore Messinese che mi ha chiesto di tenere tutto segreto perché gli piacciono le sorprese, ma vedrete, poi ci sarà anche una diretta con Barbara Botta del gruppo Greentology di Catania dove faremo una discussione sul libro di Rosso Istanbul di Ferzan Ozpetel ed il paragone con il film, ci sarà anche una giornalista di Repubblica con cui parleremo dello stile di scrittura giornalistico, potrei continuare all’infinito….basta seguirmi sui social per saperne di più.
  7. Gruppo di lettura: cioè?
    Inizialmente cercavo un gruppo di lettura su Messina, la prima cosa che fai è rivolgerti ad internet alla ricerca di qualche annuncio e poi sui social, purtroppo gli unici gruppi di lettura che ho rinvenuto da questa mia ricerca sono a Catania, Palermo ed Agrigento, gruppi che ruotano attorno alle librerie e sono espressione di una realtà molto ampia, ovvero, a Palermo ci sono quattro gruppi di lettura, uno di questi ha la forma del Circolo Culturale e Letterario della citta di Palermo, che ha l’accordo con l’enoteca libreria Prospero, dove i soci utilizzano i locali della libreria per fare le riunioni del Circolo ed in cambio i soci acquistano e consumano presso la libreria medesima.
    Da qui ho iniziato a studiare questo fenomeno da infiltrato in altri gruppi, partecipando alle riunioni e scoprendo come funzionano.
    Dopo sulla base di una mia iniziativa, insieme ad un’altra ragazza Tiziana D’arrigo nasce il gruppo di lettura “compagni di viaggio” un progetto per diffondere la cultura e promuovere la lettura nella provincia di Messina, il nome nasce dal fatto che ogni libro è un viaggio con l’immaginazione, data l’emergenza Covid e considerato che i lettori nella provincia sono pochi o sono nascosti come i moti carbonari prima dell’unità d’Italia, abbiamo pensato di estendere il progetto a tutta la provincia, fare delle riunioni online una volta al mese, dove si commenta un libro e si scegli il libro da leggere il mese prossimo, alla fine della riunione si stila un verbale, che sarà visibile con il regolamento sul gruppo facebook compagni di viaggio. Noi pensavamo 1 o 2 volte all’anno di riunirci fisicamente affinché i soci si conoscono di presenza e ci possa essere un senso di appartenenza e di comunità ad un gruppo. Noi abbiamo scritto alle librerie, stampato circa 20 locandine e distribuite, attualmente abbiamo 40 iscritti ed una partecipazione attiva di circa 5 persone, per me il progetto nasce in via sperimentale e raccogliere anche solamente un numero minimo è già un risultato, un risultato in una provincia dove si chiede di prendere in mano un libro almeno 2 volte a settimana.
    Sulla base di queste premesse si spera che gli appassionati di lettura possano raccogliere il nostro messaggio, nel tempo vediamo dove ci porterà questo viaggio.
  8. Com’è la situazione dell’editoria italiana e siciliana?
    Per rispondere alla tua domanda, ti posso dire che leggo il giornale della libreria e dimostra sulla base dei dati riportati che l’editoria Italiana ha resistito durante la crisi economica del Covid, questo grazie alle vendite online, sicuramente sono mancati gli incassi delle fiere dell’editoria che sono state spostate nella seconda parte dell’anno.
    Attualmente sto aspettando il libro di Chiara Notte e Rosario Battiato il bestiario contemporaneo di Sicilia, della casa editrice siciliana il palindromo, ti posso dire che oggi l’editoria Siciliana vende se ha uno scrittore che tira tanto con le vendite, avendo l’esclusiva di quel singolo autore i lettori faranno la fila per farsi autografare il libro o per acquistarlo, tuttavia il tessuto culturale della lettura Siciliana si concentra su Palermo e Catania, con le fiere dedicate all’editoria, come il Catania Book Festival, L’Etna Book, una Marinata di Libri, il festival del libro di Ballarò, poi c’è qualche fiera a Ragusa ed Agrigento, mentre su Messina abbiamo il Taobuk di Catania, ma le manifestazioni si contano sulla punta delle dita, forse arriviamo a sette fiere, tutte concentrate nel periodo estivo. Invece, se contiamo il numero delle fiere che ci sono da Torino a Bologna il numero sale durante l’anno, con ciò non voglio dire che in Sicilia siamo più ignoranti, ma le persone che leggono sono poche, questo spiega non solo il basso numero di librerie, di fiere e dei gruppi di lettura, perché fondamentalmente manca una cultura del libro.
    Inutile che cerchiamo di proporre il libro del professore Pincopallo, che poi alla presentazione ci andranno solo amici e parenti, ma secondo me in Sicilia si dovrebbe cercare di creare degli eventi e coltivare questo interesse per chi piace iniziando dalle scuole, invece i ragazzi vedono i libri come noiosi e preferiscono vedere il film, oppure anziché andare ad una fiera del libro preferiscono la sagra della birra e della salsiccia.
    Da qui in Sicilia le case editrici sono poche ed il più delle volte funzionano come se fossero delle semplici tipografie, spero che in futuro la situazione possa cambiare.
  9. Cosa vorresti comunicare ai nostri utenti che ci stanno seguendo?
    Per rispondere a questa domanda vorrei essere realista, solitamente leggo i commenti sul Corriere di Massimo Gramellini e di Aldo Cazzullo, tali giornalisti secondo me si pongono le domande giuste e attuano delle riflessioni corrette e condivisibili. Anche se poi l’opinione pubblica in base alla propria coscienza la pensa in modo uguale o differente.
    Sulla base di questo invito i nostri utenti a leggere libri e quotidiani, per far crescere la loro cultura, realizzando una propria personale opinione giusta o sbagliata che sia.
    Considera che come diceva Ernesto Che Guevara “Un popolo ignorante è un popolo facile da ingannare”
  10. C’è qualche libro che vorresti consigliare?
    Scintille di Federico Pace, perché raccontando le relazioni e i legami che in ogni momento della nostra esistenza intessiamo con chi ci sta accanto per sempre o solo per un breve tratto di vita, Federico Pace ci svela la natura vertiginosa e incerta dei rapporti, entra nel cuore pulsante dei sentimenti che alimentano la nostra quotidianità e danno senso a ciò che siamo. Perché è sempre dall’incontro con l’altro che vengono decisi i nostri destini.
    Poi vorrei consigliare Nel mare c’è la sete di Erica Mou e per finire Siddharta di Hermann Hesse.

Marco è un appassionato e, da oggi, sarà possibile trovare le sue recensioni e i suoi approfondimenti anche nella nostra rubrica 24livebook, già sapientemente curata da Antonino Genovese e da tutta la nostra redazione.

Agli amanti dei libri e della lettura, agli autori e agli editori, a chiunque ci lega con piacere, auguriamo un tempo di qualità, anche attraverso i nostri approfondimenti.

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