Il restauro del Monumento ai caduti con gli occhi di conosce l’opera di Fanfoni

- Cultura

Sotto la guida dell’architetto Daniele Mazzeo e il controllo dell’ing. Carmelo Perdichizzi e di Pippo Costa, sono stati portati a termine i lavori di restauro del Monumento ai caduti. Essi sono stati eseguiti sulla scorta dei suggerimenti che il 2 maggio 1995 l’architetto romano Giuseppe Fanfoni, autore del Monumento ai caduti insieme allo scultore Giuseppe Mazzullo, aveva comunicato (anche a me, come presidente della Pro Loco) in una lettera, in cui precisava che – dopo il restauro – andavano ripristinati i colori originali dell’insieme architettonico. Sono stati rispettati il colore grigio cemento per la cortina ed il pilone centrale e il colore bianco cemento per le raggiere e le quinte della gradinata. Al tutto è stato applicato un fissativo acrilsiliconico trasparente. Sono stati eliminati gli antiestetici illuminatori che erano stati posti in alto ed è stata rifatta l’illuminazione notturna. Ora la luce dal basso esalta la drammaticità plastica della cortina in cemento. In tal modo viene messa in risalto notturno anche la statua di Giuseppe Mazzullo che, con il nastro di Iride (simbolo dell’arcobaleno) allude alla Pace, più che alla Vittoria, che sorge dalle rovine della guerra.

Sono rimaste attaccate (perché impossibile toglierle) le staffe che sono state applicate inopportunamente al piede della statua. Fanfoni lo considerò “un rinforzo antiestetico e inutile, perché il perno di fissaggio penetra nella statua fino all’altezza del ginocchio e le eventuali oscillazioni della statua non costituiscono alcun pericolo”.

Nei pressi del monumento sono state ricollocate anche la targa della Genius loci e la targa in plexiglass della Pro Loco, in cui è trascritta la lirica di Bartolo Cattafi “Cancro”, nella quale il poeta accenna alla tranvia a vapore, che dal 1890 al 1928 partiva per Messina dalla stazione tramviaria, che si trovava nell’area della attuale villa, che è stata rialzata rispetto alla via don Minzoni. 

Anche l’ambiente intorno al Monumento è stato ben rinnovato, come quello della villa Levi, attraverso la quale si accede al teatro Mandanici. Si attende adesso che il Comune dia incarico ad un marmista di far risaltare i nomi dei caduti nelle lapidi vicine al Monumento.

Il monumento ai Caduti ristrutturato