Novara di Sicilia: tornano in libertà gli operai arrestati per furto e reati ambientali

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Erano stati costretti agli arresti domiciliari perchè sorpresi dalle Forze dell’Ordine mentre, utilizzando un escavatore, estraevano terra “nera” da un appezzamento privato, ubicato in contrada Monte Santa Croce di Novara di Sicilia, sottoposto a vincolo paesaggistico ed idrogeologico, ma ieri non è stato convalidato l’arresto a nessuno dei quattro fermati.

A deciderlo il GIP, dr Salvatore Pugliese, del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, il quale ha rigettato la misura cautelare per F.A., 31enne, G.G., 49enne, P.D., 39enne e D.I., 38enne, tutti accusati di reati ambientali, quali furto aggravato in concorso, trasporto e sversamento di rifiuti non pericolosi.

A seguito dell’attività giudiziaria, il PM Dr Matteo De Micheli aveva chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere per tutti e quattro gli indagati, che durante l’udienza svoltasi ieri mattina hanno risposto alle domande del Gip, respingendo ogni accusa. Dalle indagini difensive dell’avv. Sebastiano Campanella, è emerso che i proprietari del terreno avevano commissionato alla ditta degli indagati lavori che gli stessi stavano eseguendo. Pare, infatti, che gli inquirenti siano stati tratti in inganno dai numeri delle particelle poco leggibili dagli atti, scambiando dei terreni privati in aree sottoposte a vincolo paesaggistico ed idrogeologico. A sostenere questa tesi, anche una consulenza tecnica prontamente prodotta dal collegio difensivo, dalla quale è chiaramente emersa la discrasia tra particelle di che trattasi con il terreno su cui l’attività è stata contestata. Rilievi fotografici e tutte le attività difensive depositate, insieme alle opposizioni da parte dei difensori alla convalida e all’arresto degli indagati hanno fatto riservare il Gip.

Sciolta la riserva, il Tribunale non ha, quindi, convalidato l’arresto e ritenuto insussistente il reato rigettando la misura cautelare per tutti e quattro i soggetti interessati, che sono stati immediatamente liberati.

Oltre all’avv. Sebastiano Campanella, nel collegio di difesa anche gli avvocati Giovanni Cicala e Tommaso Calderone.