In condizioni normali, la fine di maggio nelle scuole equivale ad organizzare la festa di fine anno scolastico. Ma per via dell’emergenza da coronavirus ciò non sarà possibile. Per alcune classi, le lezioni sono proseguite online, con la didattica a distanza. Per i più piccoli, invece, lo stop improvviso della frequentazione lo scorso marzo ha impedito ogni contatto con amichetti e educatrici.
Marco Crisafulli, esperto alle politiche giovanili del Comune di Oliveri, in una lettera rivolge il suo pensiero a tutti gli studenti che hanno affrontato questo periodo ed esprime gratitudine agli insegnanti che durante questi mesi sono stati impegnati a preparare le lezioni, che hanno saputo ascoltare lo sfogo dei loro ragazzi tra ansie e incertezze e che hanno cercato di spiegare ai più piccoli quanto restare a casa tra le coccole di mamme e papà fosse necessario per contrastare un pericoloso nemico.
“Cari ragazzi, cari insegnanti,
Da un normale e tranquillo sabato sera in pizzeria ad una “improvvisa” e “inaspettata” domenica sera davanti la Tv aspettando increduli il Premier Conte annunciare la chiusura della Nostra amata Italia a causa di pandemia è stato davvero un fulmine a ciel sereno.
Nelle famiglie è scesa paura e tutti si sono chiesti la stessa cosa: “Come faremo?”. Settimane e giorni uguali, in attesa del bollettino serale che potesse confermare l’ansia o accendere una speranza. Mentre ognuno di noi si immedesimava nel lavoro dei camici bianchi e delle forze dell’ordine, c’erano anche loro:
Ettore che non si è svegliato più con la noia di andare a scuola;
Gloria che la mattina non ha dovuto più indossare il grembiule;
Matteo che non ha dovuto prendere più la sua bicicletta per entrare in classe;
Stefano che non ha staccato più le 10 sveglie prima di sbalzare dal letto;
Valentina che non ha rincorso più il tempo per raggiungere l’autobus;
Alessio che ha iniziato a studiare perchè ha avuto modo di riflettere sull’importanza della scuola;
Giada che ha non dovuto provare più 7 magliette prima di sceglierne quale indossare ed Elena che non si è sacrificata più dovendosi alzare ogni mattina alle 5:00 per raggiungere la sua scuola.
Loro hanno rispettivamente 3-5-7-9-11-12-15 e 18 anni.
All’inizio abbiamo pensato che sarebbe durata poco tempo, ci sentivamo in vacanza, convinti che presto ci saremmo abbracciati più forte di prima.
Ma ogni giorno che passava, rendeva più scuro l’orizzonte davanti a noi.
In questi mesi ho sentito, ragazzi che odiavano la scuola, amarla, ho letto negli occhi degli insegnanti la mancanza dei loro ragazzi, ho visto “inventare” tantissime iniziative, ho visto la tecnologia entrare nella vita di chi non la conosceva, ho provato l’emozione di ricevere ogni giorno un messaggio con scritto “Come Stai?”.
La scuola ha dimostrato di essere una madre, il sostegno dei giovani. Ha dimostrato che l’insegnamento non è un mestiere ma una missione, la scuola è stata presente e non ha lasciato alla deriva i propri alunni.
Voglio dedicare a tutti voi il mio augurio per la promozione e un abbraccio virtuale agli studenti prossimi agli esami, loro non sono stati graziati con un esame leggero ma al contrario privati di un’emozioni che avrebbe segnato per sempre la loro vita.
Un grazie a tutti i dirigenti e collaboratori scolastici per esserci stati vicini coordinando il lavoro.
Un grazie a Lei presidente del consiglio dei ministri e a lei Sig. ministro dell’istruzione e a tutti gli uomini delle istituzioni che come voi che hanno dedicato la propria vita allo stato.
Ma soprattutto grazie a voi meravigliosi insegnanti per averci trasmesso il vero valore che la scuola ci lascia: Essere uomini liberi in grado di amare.”
