24liveSchool, la “Cuba” bizantina, un tesoro architettonico barcellonese da scoprire e proteggere

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Barcellona Pozzo di Gotto è un città dotata di un patrimonio artistico e culturale notevole, che viene spesso trascurato dalle autorità e dai suoi stessi cittadini. Tra questi monumenti troviamo anche una “Cuba” bizantina, denominata anche “Torrione Saraceno”, un edificio situato nella zona chiamata “Piano Torrione”, nel quartiere di Sant’Antonio.

Come di esso scrive in un suo articolo del 2018 l’architetto Marcello Crinò, che ha dedicato alla “Cuba” bizantina del quartiere S.Antonio studio e attenzione, l’edificio sarebbe stato costruito in epoca bizantina, intorno al X-XI secolo, ma segue uno schema innovativo rispetto allo stile architettonico del tempo: la pianta è quadrata, mentre il tetto è costituito da una volta a vela, formato dall’intersezione di una cupola sferica con le pareti della pianta quadrata inscritta nel cerchio di base, tecnica bizantina in uso dal IV secolo. La sua attuale altezza è attualmente di circa 5m ma, come provano alcuni elementi ben chiari, a causa delle alluvioni che si sono susseguite nel corso dei secoli, il “Torrione” è sprofondato di almeno 1.40 m, perché i fori in cui si inserivano le travi in legno provvisorie si trovano a 40cm dal pavimento, quando in realtà si sarebbero dovuti trovare a 180cm. Dalle testimonianze dirette di residenti nelle zone vicine all’edificio, inoltre, si è scoperto che originariamente il livello del pavimento era più basso di quello attuale, e questo a prova che il livello esterno della campagna si è innalzato, così come la misura del pavimento. Attualmente, poi, l’edificio dispone di un’entrata e una finestra, ma originariamente le finestre erano due. Infatti quella che inizialmente era la porta è stata resa inutilizzabile dall’innalzamento del terreno riscontrabile tutt’ora dall’interno, quindi quando è stato necessario entrarvi nuovamente si è pensato di ampliare la finestra verso il basso. Agli angoli della cupola sono infine visibili quattro anelli, mentre uno si trova al centro, e venivano utilizzati per appendere le catene con le torce che servivano ad illuminare la stanza.

Nonostante gli studi effettuati dagli esperti, non si è mai effettivamente capito quale funzione avesse esattamente la “Cuba” di quartiere S. Antonio: alcuni sostengono che si trattasse di una torre – e da qui l’improprio nome popolare di “Torrione Saraceno” – ma alcune specifiche caratteristiche, come i cinque anelli alla cupola, fanno più pensare ad una chiesa bizantina.

Sembrerebbe, insomma, un gioiello del passato che andrebbe ad arricchire il patrimonio culturale non indifferente, anche se poco valorizzato e conosciuto, del territorio di Barcellona Pozzo di Gotto, ma così purtroppo ancora non è. Nel corso della sua storia di abbandono e incuria, solo negli anni ’90 infatti la “Cuba” è stata individuata durante un rilevamento della “Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Messina” e nel 2014 è stata riconosciuta come un esempio indicativo e prezioso di architettura bizantina, edificio di rilevante interesse storico, artistico ed architettonico.

Irene Calabrese

Nonostante questa certificazione ufficiale della sua importanza storica e culturale, però, il “Torrione Saraceno” viene ancora trascurato dalle autorità competenti e la maggior parte dei cittadini barcellonesi ne ignora l’esistenza e il valore, contribuendo spesso ulteriormente al suo degrado con atti di vandalismo e abbandono di rifiuti. La facciata, ad esempio, è coperta in buona parte da rampicanti e rovi, l’erba che cresce davanti all’edificio è incolta, l’immondizia abbonda e non sollecita al rispetto gli abitanti, già di per sé spesso poco civili per ciò che riguarda l’inquinamento. Inoltre anche la struttura architettonica necessiterebbe di restauro, poiché i muri sono rovinati e la porta mostra segni di fragilità ma, come in altri monumenti del passato presenti sul territorio non solo barcellonese, i vincoli della Soprintendenza e le lungaggini burocratiche per procedere all’opera di ristrutturazione ne impediscono il recupero e la conseguente valorizzazione storico-culturale.

Solo riuscendo in quest’opera di recupero strutturale e protezione dai danni del tempo e dell’incuria, sarà infatti possibile restituire dignità a questa costruzione fondamentale per la cultura e per la storia di Barcellona Pozzo di Gotto, della quale rappresenta una pagina importante di storia e di quel patrimonio culturale e architettonico da far conoscere alle nuove generazioni prima che vadano inesorabilmente perduto.

Irene Calabrese

Classe III, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

 

 

 

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