Un detenuto autore di una doppia aggressione nel carcere di Barcellona

- Cronaca, In evidenza

Continuano le aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Barcellona P.G.

Un detenuto italiano, C.M., attualmente detenuto presso la sezione “casa lavoro” per scontare una misura di sicurezza di due anni, si è reso protagonista di una doppia aggressione, in due momenti diversi della serata. Una prima aggressione si è verificata alle 19.30 circa allorquando il detenuto in questione, apparentemente, ha accusato un malore, al punto che si trovava disteso a terra e gli agenti hanno fatto ingresso all’interno della stanza per soccorrerlo. Una volta all’interno, mentre si apprestavano a sollevarlo, lo stesso si è scagliato contro di loro, colpendo con testate e pugni due assistenti capo della Polizia Penitenziaria e lanciando contro vari oggetti. Riportato alla calma, lo stesso pretendeva di essere accompagnato presso un ospedale perché, a suo dire, stava male, nonostante le cure ricevute all’interno della struttura ed il giudizio del medico competente che non riteneva necessario l’accompagnamento all’esterno.

Tra le 20.30 e le 21.00 circa, lo stesso continuava ad inveire verbalmente contro il personale, si procurava dei tagli con una lametta, minacciando che chiunque si fosse avvicinato sarebbe stato oggetto di altre sue azioni, ma, soprattutto, all’improvviso utilizzava una bomboletta di gas per tentare di appiccare anche un incendio. Per questa seconda azione delittuosa è stato necessario un intervento in tenuta antisommossa per poter riportare il soggetto alla calma.

A darne notizia sono le organizzazioni sindacali di categoria SAPPE ed OSAPP che in comunicato congiunto si complimentano con il personale coinvolto, con l’augurio di pronta guarigione. “Ci auguriamo che venga riconosciuto il giusto merito in quanto, in dispregio di qualsiasi pericolo, mettevano a repentaglio la propria vita, pur di riportare alla calma la situazione, trattenendosi anche in servizio nonostante le varie contusioni che successivamente sono state giudicate guaribili con una prognosi rispettivamente di 15 e 10 giorni. Le Organizzazioni Sindacali SAPPE ed OSAPP puntano il dito contro l’Amministrazione Penitenziaria, sia locale che regionale, colpevole di non intraprendere le giuste iniziative in determinati casi, ovvero nei confronti di soggetti che si rendono protagonisti si simili episodi che turbano la sicurezza dell’istituto, oltre alle aggressioni nei confronti del personale. Circostanza che aggrava ancora di più le responsabilità dell’Amministrazione Penitenziaria locale e Regionale, è che il detenuto in questione già in passato si è reso protagonista di altri episodi di aggressione, nonché in altra circostanza, per attuare una protesta, è pure riuscito a salire sopra una garitta posta nelle adiacenze del cortile passeggi”.

A tal proposito le Organizzazioni Sindacali SAPPE ed OSAPP richiamano la mancata applicazione della recente circolare emanata il 10/10/2018 dal Capo del DAP, intervenuta proprio per sensibilizzare le Direzioni ed i Provveditorati ad assumere ogni utile iniziativa volta al trasferimento di quei detenuti responsabili di gravi episodi di violenza o che, comunque, con il loro atteggiamento compromettono ordine e sicurezza all’interno degli istituti. Il regolamento n. 230/2000 prevede l’assegnazione – in via cautelare – dei detenuti che ancora non abbiano commesso alcun episodio di violenza ma che, per il loro comportamento, siano da considerarsi pericolosi per la sicurezza. “E’ evidente che molte norme, in Sicilia, non trovano esatta applicazione e conseguenza di ciò sono gli atteggiamenti che certi facinorosi mettono in atto nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria, certi della loro impunità. Pertanto chiediamo un immediato allontanamento del detenuto protagonista delle vili aggressioni di ieri sera, nonché di tutti coloro che nel passato, nonostante aver messo in atto azioni di violenza che hanno turbato l’ordine e la sicurezza dell’istituto, si trovano ancora ristretti nella stessa struttura”.