Sciopero a oltranza dei metalmeccanici alla Raffineria di Milazzo

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Clima esasperato e tensioni varie si sono verificati questa mattina davanti ai cancelli principali della Raffineria di Milazzo, dove i metalmeccanici hanno organizzato uno sciopero a oltranza per contestare il mancato rientro a lavoro degli operai dell’indotto che da settimane sono in cassa integrazione.

Gli animi si sono surriscaldati dopo che i vertici locali Ram hanno rinviato l’incontro programmato con le parti sindacali previsto stamani. Un impegno che era stato assunto al termine dell’incontro a Palazzo D’Amico organizzato dai primi cittadini di Milazzo e di San Filippo del Mela per affrontare la situazione drammatica del personale, in particolare del rientro in attività di circa 600 dipendenti dell’indotto.

“Un disimpegno dell’ultima ora – dichiarano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Messina, Giovanni Mastroeni, Antonino Alibrandi e Ivan Tripodi – che sorprende e che strappa una lunghissima e consolidata stagione di corrette e proficue relazioni industriali.”

Tra i motivi dello sciopero vi è anche quello della mancata percezione della cassa integrazione agli operai che le aziende non hanno anticipato. Alcune, inoltre, sono state costrette a chiedere straordinario al personale in servizio per garantire il minimo di assistenza agli impianti non potendo fare entrare altri operai a supporto.

“Come è stato ben chiaro a margine dell’incontro convocato dai sindaci di Milazzo e S. Filippo del Mela – concludono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Messina – lo stato di esasperazione di tanti lavoratori è arrivato ad una soglia altissima e non si può continuare a non dare loro risposte chiare ed immediate. Così come, del resto, era stato l’impegno assunto da tutti appena 24 ore fa”.

Cgil, Cisl e Uil Messina investiranno della situazione il Prefetto di Messina e la Regione Sicilia per la grave crisi che si è venuta a creare, ritendendo che sia arrivato il momento della chiarezza e delle assunzioni di responsabilità.