24liveBook, 10 piccole indagini vincono il MystFest Gran Giallo di Cattolica

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Dieci racconti, diversissimi tra loro, che si sono imposti al MystFest Gran Giallo di Cattolica, la vetrina più prestigiosa per il racconto d’autore con conseguente pubblicazione sul Giallo Mondadori.

Dieci gioielli. Oltre a dispensare il piacere della lettura, l’opera appena pubblicata, con l’autorevole prefazione di Carlo Lucarelli, ha una finalità benefica. I promotori, infatti, la Direzione del Gran Giallo Città di Cattolica e la Delos Digital, hanno chiesto ai vincitori delle ultime dieci edizioni del Premio di offrire i diritti dei loro racconti per questo libro i cui proventi saranno devoluti alla Caritas di Cattolica. La risposta degli scrittori è stata immediata. E allora conosciamoli i generosi autori di queste avvincenti storie dove compaiono personaggi singolarissimi, che restano impressi.

Andrea Raggi, ultimo vincitore nel 2019 con “La pista”, ambientato nelle Marche, racconta dell’irriverente ispettore Liberio Broggi nato sulla tangenziale per Milano, che dovrà risolvere il mistero di un cadavere appeso a testa in giù, come si fa per dissanguare i maiali.

Scilla Bonfiglioli ambienta nella Bologna degli anni Cinquanta “Non si uccidono i dodi”, intenso racconto con protagonista una bambina autistica e geniale, Dodo, e l’ispettore Laerte da Tipasco che ha conosciuto l’orrore dei campi di sterminio.

Lidia Del Gaudio, con “Metropolitana”, ci presenta il commissario Oppini alle prese con un serial killer imprendibile e fissato col taglio degli occhi, che colpisce in quel luogo straniante che da sempre sono le metropolitane cittadine.

Fabrizio Fondi, con “Tre voci” ci immerge nell’indagine dell’ispettore Matteo Rovere, che si porta dietro il peso di tre morti che avrebbe potuto evitare, ecco perchè nell’ennesimo incidente d’auto di una coppia bene, vede ciò che gli altri non vedono.

Diego Lama, ambienta nella Napoli del 1865 piagata dal colera, “Tre cose”, dove fa la sua prima comparsa il suo commissario Veneruso che dovrà decifrare l’assassinio di una ricca vedova con accanto la colpevole rea confessa.

Ilaria Tuti ci immerge nelle atmosfere d’alta montagna del Friuli a lei tanto care, con “La bambina pagana”, ovvero il cadavere mummificato di una bimba di cinque anni, scomparsa sessant’anni prima, che veniva scacciata dalla chiesa.

Mauro Falcioni, con “La fine del mondo”, storia ambientata nella costiera amalfitana, fa muovere i suoi umanissimi personaggi alle prese con un omicidio di interesse per gli agrumi. Le indagini disveleranno passate passioni.

Maurizio Maggi, con “L’avamposto”, unico racconto non ambientato in Italia, ci porta in Afghanistan, dove il poliziotto Alì Zayd, che ha frequentato il corso dei carabinieri italiani, dovrà indagare sulla strana morte di una giovane donna.

Alberto Durellat ci regala “Franz il ciccione”, originale racconto dove il protagonista di carta litiga col suo autore, scrittore dalle idee poco chiare, che lo proietterà in una storia dove sarà costretto a compiere gesti violenti.

Monica Bartolino, infine, con “Cumino assassino”, ci apparecchia, è il caso di dirlo, un assassinio per amore, con la moglie innamorata, ricambiata, del proprio marito, a cui cucina un’ultima, indimenticabile cenetta romantica e sensuale.