Covid, teatro e arti performative: la riflessione de Il circolo delle Lucertole

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La cultura non va in quarantena, anzi diventa un’arma necessaria per affrontare gli attimi più bui della nostra vita. Il Circolo delle Lucertole riflette sul momento storico che stiamo vivendo e si pone delle domande, cercando di riflettere anche sul ruolo di chi deve reinventare un mestiere a prova di ‘distanziamento sociale’ e prova a ipotizzare il ‘dopo’. 24live riceve e pubblica integralmente quanto segue.

Non è il teatro che è necessario, ma assolutamente qualcos’altro. Superare le frontiere tra me e te: arrivare ad incontrarti per non perderti più tra la folla, né tra le parole, né tra le dichiarazioni, né tra idee graziosamente precisate, rinunciare alla paura ed alla vergogna alle quali mi costringono i tuoi occhi appena gli sono accessibile “tutto intiero”. Non nascondermi più, essere quello che sono. Almeno qualche minuto, dieci minuti, venti minuti, un’ora. Trovare un luogo dove tale essere in comune sia possibile…” Cosi diceva Jerzy Grotowski, grande maestro del 900.

Abbiamo deciso di iniziare la nostra riflessione, partendo proprio da questa frase perchè il teatro e le arti performative in genere prevedono un rapporto diretto che l’artista ha con un pubblico, senza di esso queste  non possono aver vita. Ma come si colloca e come si collocherà tutto ciò in un periodo in cui è richiesto il distanziamento sociale? Quali sono i rischi per chi lavora in questo settore?

 Il “distanziamento sociale” non produrrà solo una diminuzione di pubblico per replica, ma ci sarà una conseguenza sostanziale, essendoci meno pubblico si alzeranno i costi.

Inoltre come saranno strutturate le prove? Dovremmo indossare le mascherine? Come si collocherà in tutto ciò il pensiero sopra citato?

La gente avrà ancora voglia di vedere gli spettacoli? Le piccole associazioni e realtà che si occupano di teatro in città e che non usufruivano già in tempi normali di finanziamenti e nemmeno di buone condizioni di vita, cosa faranno? Da cosa dovranno ripartire?

Come Circolo delle Lucertole abbiamo provato a fare una piccola riflessione, per trovare degli spunti di ripresa per queste piccole attività culturali, ma anche per i lavoratori dello spettacolo in generale che operano nella nostra città.

La situazione dopo mesi di lavoro bloccato non è delle migliori. Le scuole di danza e teatro sono chiuse e non possono ripartire se non con pochi allievi, i piccoli teatri e centri culturali, fino a dicembre non possono avere pubblico e quando lo avranno non si capisce bene come, ma sicuramente si dovrà mantenere il distanziamento sociale. Cosa si potrebbe fare?

Misure specifiche di sostegno per l’esercizio: sgravi fiscali, piccoli aiuti finanziari per pagare eventuali affitti, aiuti finanziari per la promozione del pubblico, che non avrà forse le stesse possibilità di prima, bisognerebbe poi istituire delle borse di studio per le scuole di arti performative, per agevolare chi non se le può più permettere e per non aggravare ancor di più la situazione delle scuole.

Ma cosa si può fare a livello Cittadino?

Cosa può fare Barcellona? Lo diciamo da tempo e lo ribadiamo ora. E’ necessario che tutte le realtà che si occupano di arti sceniche in città, inizino finalmente a fare rete, perchè nessuno  può farcela da solo. Soprattutto ora, bisognerebbe stabilire un programma comune. Cosa possono fare le istituzioni locali? Mettere a disposizione degli spazi almeno per  il tempo della ripresa, per fare si che non solo si possano fare delle iniziative a costo zero, ma che da queste i vari spazi possano avere un piccolo guadagno, per recuperare un po’ di forze che aiutino i vari soggetti a ripartire. Il comune avrebbe solo la spesa di messa a disposizione degli spazi , ma al contempo non avrebbe spese per pagare  gli artisti che potrebbero trovare un accordo economico per avere una parte dei guadagni. Non siamo degli economisti e le nostre non sono verità assolute, ma ipotesi, perchè non ci possiamo arrendere a questo deserto.

Cosa si poteva fare prima e cosa si deve assolutamente fare ora?

Rimettere il teatro e le arti performative  al centro della Città. Perchè in questo periodo dove le necessità saranno soprattutto materiali, il rischio è quello di un deserto culturale.

Nell’Atene classica il teatro non è un privilegio per pochi, ma una grande festa per tutti: una festa religiosa, innanzitutto, parte integrante delle cerimonie in onore di Dioniso.

 La rappresentazione teatrale costituisce dunque “un’occasione esemplare di esperienza di vita collettiva”

Una possibilità per fare tornare il teatro al centro della vita cittadina è quello di chiedere con fermezza che diventi obbligatorio istituire dei corsi nelle scuole, dei corsi ovviamente tenuti da persone competenti. E’ importante  che si inizino  a trattare, l’arte, la musica, il teatro, la danza come una questione molto seria. Il circolo delle lucertole continuerà a resistere, siamo felici dei molti artisti che hanno reso migliore questo periodo con le loro dirette,ma è il momento di riflettere e speriamo e che altri artisti vogliano esporre la loro riflessione. Proponiamo inoltre di istituire dei tavoli di discussione a fine della quarantena per ripartire e avviare un’ interlocuzione con le istituzioni. Il Circolo delle lucertole ribadisce ancora una volta un pezzetto della sua poetica, vuole essere soprattutto un luogo dove si preferisce la vita in comune.

 

 

 

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