24liveBook, il noir del Professore… Vincenzo Maimone

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Vincenzo Maimone è uno Scrittore Siciliano che ho avuto l’onore di conoscere in occasione del Gioiosabokfestival 2018 e sono rimasto ammaliato dal suo animo noir e dallo stile serrato, semplice e diretto dei suoi romanzi. Prima di scrivere questa recensione mi sono chiesto più volte come poter descrivere in poche parole l’opera letteraria di Vincenzo Maimone. Non ci troviamo di fronte a un Hard Boiled alla Ellroy, e nemmeno al giallo classico di Agatha Christie e Georges Simenon, il professore di Acireale ingloba entrambi i sotto-generi, con marcate sfumature di noir.

L’ho virtualmente incontrato per 24livebook e gli ho chiesto di descrivere Vincenzo Maimone in due righe: Basteranno? Ci provo. Ho cinquant’anni appena compiuti (questo spiega l’inconsapevole ostentazione). Sono professore associato di Filosofia politica presso l’Università di Catania. Sono sposato e sono padre di due fantastiche ragazze, Beatrice e Costanza. Come ho dichiarato nella breve biografia che correda la quarta di copertina dei miei libri, adoro cucinare (anche mangiare non mi dispiace) e soprattutto mi piace andare in giro in sella alla mia Harley Davidson sognando di percorrere un giorno o l’altro la mitica Route 66.

Vincenzo Maimone (Messina, 1970) si è laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Messina. È Ricercatore in Filosofia politica presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania. È autore di vari saggi e articoli su riviste scientifiche e della monografia. Ha pubblicato: Un nuovo Inizio  (Sampognaro e Pupi, 2009) selezionato come semifinalista al Premio Scerbanenco e  L’ombra di Jago (Sampognaro e Pupi, 2011); La variabile Costante (Fratelli Frilli Editori, 2014), romanzo finalista al “Tolfa Gialli & Noir 2015” e vincitore del “Premio Romiti 2015 – Sezione Scrittori Emergenti”; Sicilia Terra bruciata (Fratelli Frilli Editori, 2017).

I quattro romanzi hanno come protagonisti il commissario di polizia Costante e il professore di Filosofia Tancredi Serravalle. Il primo è un uomo di Stato, fedele e innamorato della propria donna, riflessivo, attento ai dettagli e ligio al dovere; il secondo, invece, è ossessionato dal “demone socratico” interiore che lo bersaglia con i suoi commenti pungenti.

In tempo di Coronavirus, chiusi in casa, attaccati da una pandemia che incute timore, sono curioso di sapere come Vincenzo Maimone trascorre le sue giornate in queste giornate difficili.

Come la maggior parte degli italiani (e come si dovrebbe fare) resto a casa. Viviamo in un tempo sospeso e sono fermamente convinto che questa esperienza lascerà in ciascuno di noi un segno indelebile. Non mi illudo che ci renderà migliori, ma certamente ci renderà diversi. Sono profondamente scettico in merito alle capacità di crescita del genere umano, seguendo Kant considero l’umanità un “legno storto” da cui difficilmente può essere ricavato qualcosa di dritto. Al momento mi godo la mia famiglia e svolgo le mie lezioni in streaming. Inoltre, accettando la richiesta di una mia amica sto scrivendo un racconto che pubblico a puntate sulla mia pagina Facebook. Il titolo è “ERRATA CORRIGE” e il protagonista è Ermes Lazzari un correttore di bozze.

“La Variabile Costante” è una storia ambientata tra Milano e Acireale. Costante si ritrova ad indagare sul delitto di una giovane donna, trovata morta nella sua abitazione, uccisa in modo brutale; sarà inoltre coinvolto da un suo amico e collega commissario milanese nell’omicidio di un pregiudicato siciliano. Cosa hanno a che fare i due omicidi? Sono collegati tra di loro? Le indagini di Costante e Serravalle procedono in sintonia, conducendoli fino a un finale sorprendente.

“Sicilia Terra Bruciata” è invece ambientato interamente ad Acireale, una città bella e allo stesso tempo nera come l’abisso più profondo. Il commissario Costante è reduce da una forzata vacanza per un grave incidente, e ancora non è certo che sia il momento giusto per riprendere. Ma la sua voglia di tornare alla normalità lo spingono a rientrare in servizio. Dovrà indagare sull’omicidio stradale di un preside in pensione e sugli avvertimenti di stampo mafioso che vengono fatti al sindaco. Ma non finisce qui, Costante si troverà ad indagare su altri due omicidi: una professoressa è trovata uccisa, legata e con la lingua mozzata e un altro insegnante viene trovato assassinato, stavolta con la pelle del volto scuoiata! Vincenzo Maimone ci trascina nel delirio del Serial Killer, fino al spingerci in un finale di stampo prettamente noir, lasciando tutt’intorno “terra bruciata”.

Sicilia Terra Bruciata è un noir crudo e affilato come lama di bisturi, lascia segni profondi nel lettore con un finale molto noir. Come nasce l’idea per questa storia?

L’idea per “Sicilia Terra Bruciata”, nasce da una domanda che potrei definire “esistenziale”, ovvero, “Cosa accade nella testa di una persona quando tutto ciò che dà senso alla propria vita, il baricentro che mantiene in perfetto equilibrio la propria esistenza, per responsabilità proprie o per colpe altrui, gli viene sottratto?”, “Cosa accade, cioè, quando guardandosi attorno ci si ritrova circondati solo da “terra bruciata”?

È a partire da questa domanda che ho iniziato a costruire i personaggi che animano la storia. Si tratta di un romanzo corale, in cui ogni carattere è essenziale, dove non esistono comparse e nel quale ogni elemento gioca un ruolo fondamentale per creare uno stato di tensione crescente. Sotto questo profilo, anche i luoghi rivestono una funzione cruciale non limitandosi ad essere solo una passiva scenografia ma interagendo emozionalmente con gli attori della storia.

Ci sono riuscito? Spero di sì, ma attendo, come sempre, il giudizio dei lettori.

I due protagonisti che animano le storie noir di Vincenzo Maimone sono il commissario Costante e il professore di Filosofia Serravalle. In quale dei due ti rivedi maggiormente?

Cerco di mantenermi a distanza da entrambi. È ovvio che qualcosa, forse più di qualcosa, della biografia di chi scrive si trasferisce nei personaggi. D’altra parte, è sempre preferibile scrivere di ciò che si conosce se si vuole costruire una trama credibile e in grado di attirare l’attenzione del lettore. Tuttavia, ho cercato di rendere sia Costante che Serravalle indipendenti, di emanciparli dalla volontà del loro autore. Fanno le loro scelte e per quanto possibile si assumono le loro responsabilità. Se volete trovarmi all’interno delle pagine dei miei libri, io sono quello che porta a spasso il cane.

Quali sono gli autori che ti hanno formato e lasciato un segno indelebile nel tuo modo di scrivere?

Ogni autore che mi è capitato di leggere ha senza dubbio lasciato un segno, più o meno marcato, del suo passaggio. Se devo fare dei nomi mi limiterò a farne due: Mordecai Richler e Stephen King. Del primo ho amato il cinico disincanto con il quale descrive la realtà e le relazioni interpersonali. Del secondo, invidio la capacità di costruire personaggi ai quali il lettore si affeziona pagina dopo pagina e dal quale solo con commossa rassegnazione accetta di separarsi.

Ad Aprile doveva riempire le librerie la quinta avventura di Costante e Serravalle per i tipi della Fratelli Frilli. Come cambia la programmazione con la diffusione della pandemia da Coronavirus?

La nuova avventura di Costante e Serravalle uscirà alla fine di aprile, dopo una lunga e ponderata gestazione. Il titolo del nuovo romanzo è “La distanza più breve”.

Come hai detto, l’emergenza Coronavirus ha modificato in maniera sostanziale le nostre vite, le nostre abitudini, i nostri spazi e, del tutto conseguentemente, anche le strategie economiche.

In accordo con il mio editore, l’indomito Carlo Frilli, abbiamo deciso di rimandare l’uscita del cartaceo a tempi migliori e di pubblicare il romanzo in versione e-book. Questo, forse, farà storcere il naso ai lettori “tradizionali”, a quelli (e sono anch’io tra questi) che non riescono a rinunciare al contatto fisico con i libri. Ma cercheremo di farci perdonare inondando la rete con presentazioni on line, video-parties e ogni genere di invasione multimediale possibile.

È una storia che, come dicevo ha avuto una lunga fase di gestazione. D’altra parte, il finale di “Sicilia Terra bruciata” ha lasciato aperte molte questioni che in questo romanzo trovano, o almeno così spero, una loro logica conclusione.

Ci vediamo in tutte le librerie virtuali e a spasso nella rete.

Un consiglio per un giovane che si vuole avvicinare al mondo editoriale…

Innanzitutto, consiglierei di non temere il giudizio degli altri. Suggerisco di far leggere le proprie storie e di non tenerle chiuse nei cassetti. Se si è profondamente convinti di ciò che si è scritto e se si è lavorato con serietà, rispettando la grammatica di base e i propri eventuali lettori, non ha senso rinunciare alle impressioni, ai commenti e ai suggerimenti degli altri.

Ciò non vuol dire che bisogna pubblicare ad ogni costo, e soprattutto sobbarcandosi il costo della pubblicazione. Consiglio, quindi, di rivolgersi a editori seri: a chi cioè non si limita a stampare i libri, ma investe sullo scrittore e ha cura di presentare storie originali, accattivanti e ben scritte.

La presunzione, la superficialità e la malafede producono danni anche nel mondo dell’editoria.

 

 

 

 

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