E tu, la vuoi una buona notizia?

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Sopravvivere al Covid-19 sta diventando una vera impresa. Ce ne rendiamo conto ora dopo ora. Alcuni la chiamano ‘guerra’, altri ‘pandemia’, altri ancora ‘fine del mondo’, nessuno ha la verità in tasca e se ci fosse anche solo un supereroe in grado di mostrarcela, noi non crederemmo ai nostri occhi. Perchè? Perchè abbiamo paura!

A volte questa strana emozione ci salva, altre volte invece ha bisogno di essere ‘esorcizzata’ o semplicemente ‘ribaltata’ oppure ‘ascoltata’. Noi di 24live.it vi raccontiamo, da sempre, fatti di cronaca in maniera obiettiva e continueremo a farlo ‘finchè morte non ci separi’. Con voi lettori abbiamo fatto un patto e lo rispetteremo a discapito della confusione mediatica e della pandemica sete di informazione che il Coronavirus ha creato ormai da tempo, offuscando i sensi di tutti.

Oggi, però, vogliamo spingerci un po’ “oltre la cronaca” e cercare di darvi, alla fine di ogni giornata una buona notizia, una di quelle in grado di emanare vibrazioni positive, che abbia il sapore della primavera e il colore della speranza, che ci distragga da quello che stiamo vivendo ma non per ignorarlo piuttosto per viverlo al meglio. “Di necessità, virtù” – così è il detto e noi vogliamo metterlo in atto, non per esasperare l’informazione, ma solo per evidenziare, come si fa all’interno di un libro, che dentro di noi c’è un’umanità da riscoprire e che spesso l’ascolto dell’altro passa attraverso noi stessi. Vogliamo fornire un approccio positivo alla cronaca giornalistica e farlo in maniera reale e non ipocrita. Vogliamo raccontarvi dei barcellonesi in quarantena, del loro rapporto umoristico col dolore di questi giorni, vogliamo raccontarvi di come una corda tesa riesca ad emanare melodie uniche e gradevoli. Nessuna pretesa, ma solo un impegno per fare la nostra parte, perchè il mondo vi appaia ancora con i colori del nostro meraviglioso mare al tramonto, in attesa di un’alba estiva migliore.

La rubrica avrà lo scopo di rendere piacevole il tempo dell’ #iorestoacasa, ricordando che un piccolo pettirosso non ha paura che si spezzi il ramo su cui è appoggiato, perchè è consapevole del paio di ali che possiede e della sua abilità nel saper volare.

“Tempo pasquale, ma la valida alternativa è il panettone Marietta”

Nessuno avrebbe mai pensato che in tempo pasquale, un impopolare quanto strambo panettone potesse rubare la scena alla nostra ‘cuddura’. E’ accaduto durante il sabato pomeriggio da quarantena di ieri quando, costrette a casa, Melissa e nonna Marietta hanno inebriato gli abitanti di via Spinesante con il panettone appena sfornato.

Nella nostra cittadina l’arte culinaria appartiene a molti e ‘l’ingrasso challenge’ di questi giorni sfoggiato sui social è la prova che da buoni siciliani, ma anche da buoni italiani, l’amore per il cibo è l’unico vero e sincero e che “meglio mettere su un paio di chili per farci trovare in forze, semmai il maledetto virus ci scegliesse”. Quello che si sa riguarda anche la bravura di nonna Marietta ai fornelli ce gradisce critiche e complimenti solo dai nipoti, unici giudici delle sue performance.

A raccontarlo alla redazione 24live.it è Melissa, sua nipote ventenne, che ieri pomeriggio ha dovuto fare le lotte per tenerla in casa e costringerla a non uscire. “Non sapevo come convincerla! – ha raccontato Melissa – Vivere questi giorni di reclusione sta diventando sempre più difficile, sia per mio fratello che ha 8 anni, che per mia nonna che ha 80. Ieri pomeriggio, però, il problema era solo lei che voleva andare al supermercato, l’inferno dei nostri giorni e il luogo più pericoloso anche se necessario”.

Tra le urla per farsi sentire, a Melissa balenò un’idea: “L’unico modo che ho di tenerla con me è chiederle di fare una torta insieme e sperare di avere tutti gli ingredienti! – pensai – Così senza verificare le chiedi: ‘Nonna, ti va di insegnarmi a fare un dolce? Quando ci ricapita? Prima o poi dovrò tornare a Milano per finire l’università, approfittiamone!’ e la parola ‘dolce’ sortì il miracolo. Sono stata fortunata per ben due volte. Nonostante mia nonna abbia un notevole abbassamento dell’udito, mi racconta ancora tante cose e anche se non sente le mie risposte con le orecchie, sembra sentirle con il cuore”.

Illustrazione a cura di Antonino Saia, fumettista e illustratore

Il Panettone Marietta, così ribattezzato, è stato definito migliore di quello milanese tradizionale perchè ideato e realizzato da una persona speciale: la nonna.

La ricetta prevede l’utilizzo dei seguenti ingredienti: farina finissima, grammi 300; burro, grammi 100; una sultanina, grammi 80; uova, uno intero e due rossi; sale, una presa; cremor di tartaro, grammi 10; bicarbonato di soda, un cucchiaino ossia grammi 5 scarsi; candito a pezzettini, grammi 20; odore di scorza di limone; latte, decilitri 2 circa.

“Nonostante sia arrivata la primavera, ancora l’aria non calda – ha raccontato nonna Marietta – perciò bisogna sciogliere il burro a bagno-maria e lavorarlo con le uova. La farina e il latte sono ingredienti importanti, ma vanno messi poco per volta questa volta e sempre… un po’ come la speranza e l’entusiasmo. Poi mettiamo il resto, ma non i canditi e il limone che invece mettiamo per ultimo. Adesso è necessaria mezz’ora del nostro tempo e della nostra forza per lavorare l’impasto, renderlo né troppo liquidi né troppo sodo, portandolo alla giusta consistenza”. La nonna ha gli occhi accesi e furbetti mentre ci spiega la ricetta ed è felice di vederci in video chiamata e a tratti ci chiede “dove vi nascondete?”, quando intenti a scrivere ci spostiamo dall’obiettivo. “Quando avete fatto, dovete versare tutto in uno stampo liscio più alto che largo e di doppia tenuta così quando gonfia viene bello! Unchia, ma non si ni nesci. – precisa – Finito di coprirlo con lo zucchero a velo, infornatelo. Quando è bello, è anche buono! E’ meglio del panettone di Milano e richiede poco impazzamento”.

“Mentre mi dava le dritte per riuscire al meglio, – aggiunge Melissa – mi ha raccontato moltissime storie della sua infanzia e mi ha raccontato che a volte, non avendo l’orologio, quando era adolescente, impastava ripetutamente panettoni per vedere quanto tempo ci mettesse il suo amato a chiamarla e così stemperava l’impaziente attesa. Quando invece lo faceva perchè ne aveva voglia, l’attesa di vederlo cotto era interminabile. Non so perchè, ma il pomeriggio di ieri mi è sembrato speciale. Ho imparato ha impastare il Panettone Marietta e ho imparato che il tempo può essere ingannato in maniera piacevole e unica. Di sicuro questo sarà un ricordo che mi porterò fino alla tomba, come la telefonata del vicino che, sentendo l’odore non ha resistito e si è fatto promettere una cena post quarantena”.

Alla domanda “ma qual è la buona notizia?”, Melissa risponde così: “Il panettone Marietta miete vittime anche a distanza e fa sognare chi sente solo l’odore, mia nonna è un tesoro di cui posso godere solo adesso, questo tempo è prezioso e io ho imparato come tenere mia nonna a casa, impegnando praticamente tutto il pomeriggio. Vi sembra poco di questi tempi?”

Panettone Marietta