Oggi per 24livebook, rubrica che si occupa di libri, parleremo di Giacomo Cacciatore, scrittore palermitano, classe 1967.
Cacciatore ha collaborato per una decina d’anni come narratore e corsivista con “la Repubblica” edizione di Palermo. Ha pubblicato sette romanzi: L’uomo di spalle (Dario Flaccovio, 2005), uscito anche in Francia (Payot et Rivages); Figlio di Vetro (Einaudi, 2007), tradotto in Germania (Rowholt), Francia (Liana Levi) e Spagna (451 Editores), dal quale è stato liberamente tratto il film Il bambino di vetro (2016) diretto da Federico Cruciani; Salina, la sabbia che resta (Dario Flaccovio, 2010), scritto con due coautori; La differenza (Meridiano Zero, 2014), dal quale Cacciatore ha tratto un’omonima pièce teatrale andata in scena al Teatro Biondo Stabile di Palermo e della quale ha firmato la regia; Se tornasse Natale (Baldini&Castoldi, 2015), Uno sbirro non lo salva nessuno, il suo primo “true crime” (Dario Flaccovio, 2017) e Piccola italiana (Fernandel, 2019).
Uno sbirro non lo salva nessuno ha vinto nel 2017 il premio Kaos per la sezione “Gesti e parole di legalità”.
Per Mondadori, Cacciatore ha scritto racconti per le antologie 14 colpi al cuore (insieme ad Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto e altri), Bad Prisma e Anime nere reloaded. Con molti altri editori, tra i quali Einaudi, ha pubblicato svariati racconti e due raccolte.
La raccolta di racconti più recente, Corpo a corpo, scritta con Alessandro Savona, è stata pubblicata da Ianieri editore nel 2019.
Con il saggio Il terrorista dei generi – Tutto il cinema di Lucio Fulci, scritto con Paolo Albiero, ha vinto il Premio Efebo d’Oro speciale 2005 per il miglior libro di cinema (pubblicato da Un mondo a parte nel 2005 e riedito nel 2015 dalla Leima in versione ampliata).
Con due coautori ha realizzato la docufiction in dvd Il mago dei soldi (Novantacento), su un famoso caso di cronaca palermitano, di cui ha firmato anche la regia.
Cacciatore è citato nell’enciclopedia Treccani come inventore del termine “camillerismo”, da lui coniato in un’intervista su “la Repubblica” al traduttore francese di Andrea Camilleri.
Il suo ultimo libro edito nel 2019 da Fernandel è molto attuale. In un’era in cui si inneggia ai totalitarismi e ai regimi dittatoriali leggere Piccola Italiana è molto utile per riflettere. Entriamo subito nel vivo della storia: sotto il regime fascista, Agata Amodio, poco dopo la nascita, viene abbandonata sulla soglia di un istituto gestito da suore. Nella cesta in cui è riposta la piccola viene ritrovata una lettera straziante e disperata in cui la madre viene costretta ad abbandonare la bambina perché frutto della colpa. La piccola crescerà lì, dimostrandosi presto “diversa”: bizzarra, riottosa, autonoma in un contesto in cui l’autonomia non è affatto prevista. I suoi rapporti con le religiose, prima, e con le insegnanti, dopo, non saranno facili. Né quelli con le compagne di scuola. Per il suo temperamento, Agata diventerà un “caso” da sottoporre all’inquietante psichiatra dottor Marcus e alla sorveglianza della vigilatrice Itala Calcaterra, da sempre invaghita di Mussolini e persa in vaneggiamenti su una loro possibile storia d’amore.
Agata riuscirà a disinnescare ogni tentativo di farsi ridurre all’obbedienza e all’allineamento alle regole. Refrattaria al sentimento, la bambina si legherà soltanto a Virginia Levi, una coetanea ebrea. Le due stringeranno, per iscritto, uno strano “patto d’amicizia” voluto da proprio da Agata. Quest’ultima, però, ha in mente un disegno folle che sbalordirà la sua giovane amica.
La storia è colorata di nero, lo stesso colore della coperta in cui è avvolta Agata. Il colore del fascismo e del peccato.
Aldilà di ogni ipotetica faziosità, Giacomo Cacciatore ci invita a non dimenticare che la storia ci insegna che il totalitarismo è sinonimo di perdita di libertà, quella stessa che oggi ci permette di dire ciò che pensiamo senza finire al confino, o di professare la nostra religione liberamente senza finire in un campo di concentramento. Questa libertà è costata vite spezzate e soprusi subiti da innocenti.
Piccola Italiana è un libro che, insieme agli altri dello scrittore Palermitano, non possono mancare nella nostra libreria e nella nostra memoria letteraria.



















