Dissequestrato un terreno oggetto di lottizzazione non autorizzata: dimostrata la buona fede dei proprietari

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Avevano acquistato un terreno in contrada Cannotta, nel comune di Terme Vigliatore, attivando tutti i dovuti accertamenti  al fine di verificare la regolarità e la destinazione urbanistica dello stesso. L’area però era stata sottoposta a sequestro preventivo, insieme ad altre particella catastali, dopo era stata accertata un’irregolarità nella procedura di lottizzazione da parte dei precedenti proprietari. Il provvedimento aveva coinvolto anche il terreno degli assistiti dell’avvocato Paolo Pino, che in buona fede avevano acquisto il bene richiedendo tutta la documentazione catastale, che risultato in regola, a fronte del certificato di destinazione urbanistica, ed affidandosi alle dichiarazioni rese dal venditore, attualmente indagato nello stesso procedimento, al momento della stipula della compravendita nella quale non si fa menzione a lottizzazioni non autorizzata sulle particelle oggetto di compravendita.

L’avvocato Paolo Pino ha quindi proposto un primo ricorso al tribunale del Riesame, che ha rigettato la richiesta, e poi si è rivolto alla Corte di Cassazione, per dimostrare l’estraneità degli attuali proprietari ai fatti contestato in sede penale per la lottizzazione non autorizzata. Nel more della fissazione dell’udienza davanti alla Suprema Corte, il legale ha presentato una nuova istanza al Gip del Tribunale di Barcellona, Valeria Gioeli, che ha accertato la buona fede dei ricorrenti ed ha accolto la tesi dell’avvocato difensore, disponendo il 10 febbraio scorso il dissequestro dei terreni e la restituzione ai legittimi proprietari.