24liveSchool, la responsabilità di educare attraverso il Progetto “Incontriamoci a scuola e in città”

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Dall’ITT-LSSA Copernico di Barcellona P.G. è partita l’idea di fondare un “Circolo dei Copernicani”,  sull’esempio delle note associazioni di Alumni diffuse in tutto il mondo; uno degli obiettivi del circolo è quello di imparare a raccontare e raccontarsi attraverso degli incontri-dibattiti organizzati non solo a scuola, ma in tutti gli ambienti della città disponibili al dialogo e al dibattito per lo sviluppo della conoscenza, del pensiero critico e dell’educazione delle nuove generazioni.

Abbiamo incontrato Antonio  Alizzi,  autore del libro “Vite da funamboli”. Il nocciolo del dibattito è stato quello  di trovare una sintesi possibile tra tesi e opinioni diverse sui concetti di “genialità”, “talento”, dei “talenti necessari” per affermarsi nel mondo del lavoro e per intraprendere carriere prestigiose. In particolare noi ragazzi volevamo sapere dall’autore qual è il modo migliore per sviluppare i nostri talenti e quale metodo può aiutarci ad imparare come si riconoscono i propri talenti.

La nostra preside, Laura Calabrò,  ha aperto il dibattito soffermandosi sul titolo del libro sul quale, ha detto  “non si può non giocare, in quanto il «funambolo-equilibrista»  è chi – grazie ad una grande disciplina, bravura tecnica, capacità di concentrazione, coraggio e tante altre belle qualità – riesce a compiere un’impresa difficilissima mostrando il minimo sforzo, mentre – in senso figurato –  il termine «funambolo» ricorda il talento di chi sa arrangiarsi in tutti i modi possibili, fantasiosi, creativi ma anche opportunistici e spregiudicati”.

Infine la preside ha chiesto ad Alizzi  se in qualcuno dei suoi intervistati – tutti personaggi con una carriera professionale brillante – avesse colto  una particolare benevolenza nei confronti delle nuove generazioni e, soprattutto, la consapevolezza che è necessario dare più spazio alle aspettative lavorative dei giovani che, al contrario, oggi lamentano spesso che il loro talento e la loro genialità  vengono “sfruttati” a costo zero dalle vecchie generazioni.

Lo scrittore Antonio Alizzi ha parlato di cose che davvero ci riguardano molto da vicino, di come possiamo fare delle scelte e decidere di tornare indietro quando scopriamo che non sono quelle giuste, di come non dobbiamo sprecare il nostro tempo in passatempi inutili , di come il senso di inadeguatezza deve diventare uno stimolo per migliorarsi e per migliorare i propri talenti, di come si combatte la noia, che porta sempre ad allontanarci dalla bellezza, dalla pace e dalla felicità possibile.

Ci ha invitato a non arrenderci facilmente e a provare sempre a fare quello per cui ci sentiamo più predisposti. I suoi suggerimenti sono entrati nella mia storia e non li dimenticherò mai!

Ci ha spiegato che è vero che le vecchie generazioni possono fare tanto per i giovani, ma che è anche vero che noi giovani possiamo fare tanto per noi stessi, ed una cosa importante è fare esperienza all’estero, viaggiare molto, essere aperti alle relazioni umane, fare sempre nuovi  ed interessanti incontri. 

A conclusione di giornata la dott.ssa Marina Milone, libera professionista esperta in progetti di consulenza strategica per aziende di grandi dimensioni,  ci ha messo alla prova davanti a due grossi problemi.

Il primo è quello di come le aziende sviluppano la loro capacità di riconoscere i talenti/skills nei giovani da assumere e da formare on the job.

Il secondo è quello di come si può aiutare un’azienda  a sviluppare il proprio peculiare talento, denominato Corporate Identity.

Infine, tutti insieme, la dirigente, Arizzi e Milone ci hanno lanciato una sfida, invitandoci a parlare ad alta voce dei nostri personali talenti o di quelli dei nostri compagni. L’esperienza di oggi mi ha riempito di gioia e soddisfazione.

Rossana Mandanici,

classe 5a sez.A,

Liceo scientifico Scienze applicate “Copernico” di Barcellona P.G.