“Picca Sali”: non un semplice ricettario, ma un libro di emozioni gastronomiche

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Cibo e cucina non sono semplice manutenzione del corpo, quasi un’attività segreta di cui vergognarsi o esibito vizio. Cibo e cucina sono tradizione, rappresentazione di un’identità (da qui le diverse tradizioni culinarie). Dunque è arte nobile, che l’intelligenza dei nostri tempi (checché se ne dica, viviamo molto meglio dei nostri avi) ha finalmente ben valutato. Cibo e cucina sono anche specchio del tempo, di questi tempi si parla tanto di alimentazione e benessere ed ecco pubblicato “Picca sali” di Matilde Crisafulli, per i tipi delle Edizioni Smasher. “Picca sali” è sia il filo conduttore del grazioso libro della dottoressa Crisafulli (ampio, di buona grammatura, ben colorato e ricco di splendide foto), ciò che accomuna le varie ricette, sia un imperativo della buona cucina orientata al benessere. Questa doppia valenza del titolo è stata messa in evidenza, col suo consueto brio, dalla professoressa Tanina Caliri nel suo intervento al termine della presentazione del libro, organizzata dalle Edizioni Smasher presso l’Auditorium Parco Urbano “Maggiore La Rosa” di Barcellona Pozzo di Gotto. Di fronte a un auditorium gremito di curiosi e appassionati, c’erano, oltre all’autrice: Angelita Pino, assessora alla Cultura; Marina Quattropani, docente di Psicologia Clinica presso l’Università degli studi di Messina; Giulia Carmen Fasolo, direttrice editoriale delle Edizioni Smasher. L’editrice Fasolo ha dato inizio all’evento culturale illustrando a grandi linee le peculiari caratteristiche del libro: l’assenza di quantità degli ingredienti, la cura per la grafica, l’originale impostazione delle foto («non è la classica fotografia professionale», dice Carmen Fasolo). L’assessora Pino ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale, ringraziato i relatori presenti e ha fatto i complimenti all’autrice per l’ottimo lavoro svolto. Il libro, uscito poco più di un mese fa, ha già esaurito la prima tiratura ed è già alla prima ristampa. Carmen Fasolo ha ricordato che Smasher è una casa editrice “free”, che non chiede contributi agli autori e pubblica solo quello che piace e convince. L’intervento della dottoressa Quattropani ha messo in relazione la psicologia clinica, il suo campo di studio e ricerca, e la cucina. La psicologia clinica si occupa della sofferenza psichica e questa ha a che fare con la condizione del corpo, non ci può essere benessere psichico se non c’è benessere fisico. Oltre a questo la sofferenza psichica spesso ha a che fare con problemi di relazionalità con gli altri e la tavola tante volte è il luogo dove si costruiscono e si consolidano le relazioni con l’altro. Andando indietro, alla storia personale di ciascuno di noi, la nostra prima relazione con l’altro è stata quella con il primo adulto significativo, spesso la madre, che col suo dispensare cibo interviene in maniera decisiva nella costruzione della nostra personalità. La dottoressa Quattropani ha citato Freud, e tanto altro, e la sua relazione è stata particolarmente apprezzata dal pubblico. Quanto da lei detto si ritrova nella sua prefazione a “Picca sali”. L’autrice, Matilde Crisafulli, ha ringraziato tutti e ha raccontato come sia passata nel tempo dalle ricette mediche (è farmacologa) alle ricette di cucina. Ha spiegato di non aver messo le quantità degli ingredienti perché la cucina è libertà e creatività (ma l’ingrediente fondamentale è la “valìa”, ha chiosato col sorriso), non è come la pasticceria dove occorre pesare tutto altrimenti si fanno pasticci. Matilde Crisafulli, che cura la rubrica “Delizie e Sapori” di 24live, si è soffermata sulla seconda parte del libro, la sua preferita, dove sono riportate i “piatti dei ricordi”: le ricette dell’indimenticata nonna, che la deliziava con le sue leccornie. «Questo libro è dedicato ai miei nonni, ricordo ancora la marmellata di mia nonna Matilde. Una ricetta ti fa ricordare una persona più di un oggetto materiale – dice l’autrice – una ceramica lasciata da una nonna si rompe, una ricetta lasciata da una nonna rimane. Invito i giovani a riavvicinarsi ai piatti antichi, per ricordare chi non c’è più e sentirsi parte di una grande tradizione”. L’evento si è concluso con un buffet offerto dagli sponsor ringraziati nella locandina dell’evento. La presentazione è stata indubbiamente un successo, in tanti hanno acquistato il volume e hanno chiesto l’autografo all’autrice.