Tutto pronto per festa patronale di Terme Vigliatore: si parte con l’antica fiera del bestiame

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Venerdì 13 settembre per i “Temminoti”, cioè i circa cinquemila e più abitanti della frazione del comune di Terme Vigliatore, non è una data qualunque. Il 13 settembre, come raccontano i libri di storia ma soprattutto si legge nella lapide che si trova all’ingresso della chiesa dei benedettini (che qui dimorarono fino al secolo XVI), in cui c’è scritto: ”A Dio Ottimo Massimo sotto Filippo IV, potentissimo re di Sicilia e di Spagna, per la maggior gloria di Dio e Sua Madre ergine Maria e a beneficio dei popoli, i solertissimi Giurati Michele Lococo, Francesco Aliberti, Mario Basilicò e Michele Maria Cammareri, nell’anno 1643 affrancarono dalle regie imposte questa fiera del volgo chiamata di Termini”.

In origine la festa durava sette giorni, ma poi nel tempo la durata è stata ridotta a tre e sempre dal 13 al 15 settembre di ogni anno.  Nel primo dei tre giorni di festa riservati alla patrona del paese, la SS.Maria delle Grazie, si svolge quella che viene comunemente chiamata “a fera e temmini”. E’ una fiera zootecnica-agricola-artigianale e non solo che, come abbiamo detto prima, si ripete già dal 1600. L’allora governante del paese decise di concedere tre giorni ai “burgisi” , cioè alla classe piu’ povera ma lavoratrice dell’epoca, per organizzarsi una tre giorni in cui tutto il ricavato delle vendite sarebbe entrato nelle loro tasche e non in quelle governative. Da allora questa fiera si tramanda ogni anno conservando molti di quei”riti” che già allora erano in uso alla gente del posto. Primo fra questi è il mangiare “a canni i maiali bugghiuta”, che va cotta in dei calderoni dove vengono bollite tutte le parti del maiale, nessuna esclusa, quindi anche piedi, orecchie e quant’altro. Una carne che deve essere obbligatoriamente accompagnata da olive schiacciate, sedano, pepe nero e…un bicchierino di vino è anche quasi obbligatorio. Ma la fiera è diventata negli anni vero punto di riferimento del settore zootecnico, artigianale  e agricolo e ogni anno, già dalle prime ore del giorno, iniziano le contrattazioni e si registra sempre un crescente numero di acquirenti non solo nel settore ovino-caprino, ma anche in tutti gli altri settori. La fiera si svolge nello spazio del parcheggio sotto il parco dei benedettini, ma anche nelle stradine che portano alla chiesa dei benedettini, Alle ore 10 è prevista la “sagra dei dolci casalinghi” realizzati dalle signore del paese, il cui ricavato va alla chiesa. Un appuntamento tanto sentito che ogni anno viene riservato, su decisione del Consiglio di Istituto, a tutti gli alunni delle scuole dei dieci plessi del paese, bambini che hanno la possibilità magari di vedere per la prima volta dal vivo animali che magari hanno visto solo nei libri, in tv o su internet. Dal vitello comune, ai conigli, uccellini di ogni genere, muli e soprattutto asini, cavalli, maiali, galline e tanti altri ancora ma hanno anche la possibilità di vedere anche cosa propone l’artigianato comune in tutti i settori. Un giorno indimenticabile anche per loro ed al quale riservano una attenzione particolare.

La festa poi continua sia con i riti religiosi che con questi ricreativi con il culmine di giorno 14 che alle 21,30 riserva l’appuntamento con il cantante Gatto Pancieri. Domenica è prevista la processione che attraversa il paese dalle 16 alle 22 ed a seguire Santa Messa officiata da padre Salvatore Catalfamo ed a mezzanotte appuntamento con i bellissimi giochi d’artificio per vedere i quali, ogni anno, si contano circa dieci mila presenze.

FOTO DI REPERTORIO