Api e smielatura a Gigliopoli

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Circa un anno fa, a Gigliopoli, è iniziata un’ennesima nuova avventura che stavolta vede protagoniste delle piccole ed operose amiche con le quali si è stabilito un patto di scambio e collaborazione: le api!

L’accordo nasce da una terribile presa di coscienza, quella che il massiccio intervento dell’uomo sull’ambiente attraverso insetticidi, diserbanti, pesticidi, campi elettromagnetici e tutto ciò che altera i delicati equilibri di un ecosistema, stia portando alla graduale estinzione dei nostri preziosi insetti impollinatori.

Inutile dire che la scomparsa delle api, responsabili dell’impollinazione dell’80% delle piante, causerebbe una catena di disastrosi eventi che porterebbero anche all’estinzione del genere umano.

Questa consapevolezza ha spronato il popolo gigliopolano a dare il proprio contributo per contrastare l’allarmante situazione e, con l’aiuto dell’amico Giuseppe, abbiamo gradualmente accolto in uno dei nostri giardini ben 16 arnie. Cinque di queste ospitano altrettante famiglie di ape nera sicula, una specie autoctona, un tempo prevalente in Sicilia, che si è quasi estinta con l’avanzare dell’agricoltura “chimica” e della diffusione dell’ape mellifera ligustica, oggi la specie più utilizzata nell’apicoltura italiana.

Da qui l’esigenza di preservare la biodiversità allevando anche una specie quasi estinta. Al loro arrivo ogni arnia contava circa 10.000 unità. Ad oggi ne abbiamo circa 60.000 per un totale di circa un milione di api!

Ecco il piccolo contributo di Gigliopoli al ripopolamento dei preziosi insetti.

In cambio del nostro aiuto le nostre piccole amiche ci offrono il surplus della loro produzione del dolcissimo miele che oggi, dopo circa un anno, ci prepariamo a raccogliere. L’attenzione particolare sta nel prelevare solo l’eccedenza del miele prodotto dalle api, lasciando per loro il quantitativo che le garantisca abbondanza di nutrimento durante l’inverno.

L’operazione richiede pazienza ed accuratezza. Estrarre i favi dai melari, trasportarli delicatamente in uno spazio adatto, disopercolarli e smielarli con la centrifuga, raccogliere il miele attraverso il setaccio che elimini ogni traccia residua di cera, porlo in un recipiente idoneo alla stagionatura, processo di decantazione del miele che si libera dell’aria emulsionatasi durante la centrifugazione. Queste operazioni, condotte con somma delicatezza e attenzione in un anno di lavoro, hanno portato ad avere oggi il primo “miele di Gigliopoli”, buono, genuino ed etico!

Grazie amiche api!