Mindfulness per bambini, perchè è importante

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Mindfulness è portare l’attenzione al momento presente, momento per momento, intenzionalmente e senza giudicareJ. Kabat Zinn

La mindfulness è una pratica meditativa che allena ad essere consapevoli del momento presente. Il porre attenzione su di sé aiuta i bambini a scoprire le emozioni, a non perdersi tra gli innumerevoli stimoli che la vita fornisce loro in ogni momento, a sentire di più se stessi. La pratica di consapevolezza può contrastare l’abitudine al pensiero negativo, la tendenza a sentirsi incapaci, favorendo un orientamento mentale aperto, calmo, accogliente, positivo e migliorando l’autostima.

Gli studi sul suo utilizzo in età evolutiva mostrano come la sua pratica nei bambini e adolescenti porti effetti benefici favorendo la regolazione delle emozioni, le capacità attentive, la gestione dello stress e la promozione di strategie di coping.

Il protocollousato in età adulta, ovvero quello MBSR (di John kabat-Zinn), viene opportunamente adattato per un utilizzo più funzionale in età evolutiva, specialmente nelle modalità e nei tempi. Fabbro e Muratori (2012) propongono, ad esempio, di strutturare le sedute di meditazione in modo che siano molto brevi e che si svolgano con una routine invariata nel tempo, gli esercizi devono essere semplici, adeguati alle capacità dei destinatari, alla fine della meditazione è opportuno dedicare uno spazio per la condivisione delle esperienze e delle eventuali difficoltà.

Eline Snel ha fornito un importante contributo nella definizione dei protocolli Mindfulness in età evolutiva con il libro “Calmo e attento come una ranocchia” (2015), una guida pratica da applicare nella vita di tutti i giorni con i più piccoli, in maniera molto giocosa, per allenare alla consapevolezza in qualunque momento della giornata.

L’impiego della Mindfulness sta trovando, in America e in Europa soprattutto, largo impiego nelle scuole con effetti benefici sia per gli insegnanti che per i bambini.

Il protocollo Mindfulness per insegnanti coltiva attitudini mentali che facilitando una relazione efficace con colleghi, studenti e genitori, riducono lo stress quotidianamente prodotto dalla difficile arte dell’educare e promuovono processi di salute che contrastano i fenomeni di burn out migliorando alcune qualità della relazione educativa: attenzione e presenza mentale, empatia, fiducia, calore, comprensione, accettazione, gentilezza, supporto positivo e incondizionato, coerenza tra insegnante e allievo, miglioramento delle relazioni tra colleghi (Bohart, Elliott, Greenberg & Watson, 2002).

La pratica negli allievi, allo stesso modo, li porta a prestare un’attenzione mindful all’esperienza interna ed esterna con una modalità aperta, curiosa, gentile e non che influisce positivamente sui processi cognitivi, sull’equilibrio emotivo e sulla socializzazione, come i più recenti studi scientifici sulle funzioni esecutive evidenziano (Hollar, 2013).

E. Snel ha messo a punto un corso di formazione sulla Mindfulness nei bambini nelle scuole, intitolato Mindfulness Matters (La consapevolezza conta) che prevede mezz’ora di lezione didattica (frontale) a settimana e dieci minuti di esercizi giornalieri, durante i quali i bambini venivano invitati a mettere in pratica i concetti appresi in aula. Sia i bambini che gli insegnanti hanno riscontrato importanti cambiamenti positivi ovvero maggiore serenità in classe, una maggiore capacità di rimanere centrati sul compito, fiducia e una maggior apertura, gentilezza ed indulgenza con se stessi ma soprattutto con i compagni.

I programmi in corso di sperimentazione prevedono anche training di Mindful Parenting, ovvero rivolti ai genitori (Lo e coll) di bambini ADHD, con l’obiettivo di migliorare tre aspetti fondamentali dell’attenzione nei bambini, ovvero la capacità di orientamento attentivo, l’attenzione sostenuta e le funzioni esecutive; l’obiettivo nei genitori è invece quello di ottenere una maggior autoregolazione, la riduzione del comportamento di “harsh parenting”, caratterizzato da ostilità e sentimenti negativi in risposta ai comportamenti di sfida dei bambini con ADHD, spesso responsabile dell’insorgenza di pattern disfunzionali di interazione alla base di disturbi oppositivi-provocatori e disturbi della condotta.

Numerosi sono gli studi scientifici che dimostrano come l’approccio attraverso la pratica Mindfulness sia di beneficio per bambini e adolescenti anche se ancora esistono dei fattori metodologici che impediscono di dichiararne una vera e propria efficacia tra cui, per esempio, l’eterogeneità dei diversi programmi analizzati, la variabilità degli strumenti di misura, l’instabilità delle misure di outcome (che in età evolutiva cambiano rapidamente), la bassa numerosità campionaria.

Nonostante questo però la letteratura evidenzia un effetto positivo della pratica di Mindfulness sui bambini che mostrano difficoltà nelle funzioni esecutive, coinvolte nella regolazione delle emozioni e del comportamento. Questo incoraggia noi clinici ad integrare all’interno dell’attività quotidiana con i ragazzi l’utilizzo anche di questi protocolli per favorirne il benessere.

Trova una posizione comoda mentre rimani seduto con le gambe incrociate poggiate dei cuscini o su una sedia; mantieni la schiena dritta come se un filo ti tenesse sospeso dal soffitto…mantieni la posizione senza tensioni muscolari, stabile come una montagna e flessibile come un fiume. Mantieni le mani appoggiate alle ginocchia, le spalle lasciate cadere verso il basso, il petto aperto in modo che possa passare il respiro. Gli occhi sono socchiusi o se preferisci puoi chiuderli.

Porta ora l’attenzione sui movimenti naturali della pancia durante inspirazione e l’espirazione, la pancia si alza e si abbassa, si gonfia e si contrae naturalmente ad ogni respiro. Non forzare il respiro, non controllarlo, non cercare di cambiarlo o trasformarlo, accettalo così com’è. Senza controllare semplicemente limitati a prendere consapevolezza del respiro di ora così com’è e delle due caratteristiche. Se ti accorgi che l’attenzione non è più sul respiro nota cosa ti ha distratto: l’attenzione è su un suono/rumore? oppure su una emozione (se si che emozione è o che suono è?) o invece è un dolore o piacere in un’altra parte del corpo? o stai seguendo un pensiero? stai pensando a qualcosa che è accaduto nel passato o programmi per il futuro? Nota cosa ti ha distratto e quando l’hai riconosciuto porta l’attenzione di nuovo intenzionalmente e gentilmente al respiro e ai movimenti della pancia durante l’ispirazione e l’espirazione. Fai questo ogni volta che ti accorgi della distrazione ritornando con gentilezza verso te stesso e intenzionalità con l’attenzione sul respiro….