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La Corda Fratres colloca in vico San Paolino una lapide dedicata allo scultore Turillo Sindoni

La Corda Fratres inaugurerà domenica 7 luglio 2019 alle 19 la lapide dedicata allo scultore Turillo Sindoni, collocata all’ingresso del vico di San Paolino, antica strada cittadina dove lo scultore nacque il 24 dicembre del 1868.

L’appuntamento organizzato dalla Corda Fratrers potrà definirsi come un’inaugurazione itinerante che toccherà tre luoghi significativi della vita barcellonese di Sindoni. Oltre al vico San Paolino, sarà coinvolta la sede dell’antica Società Operaia di Mutuo Soccorso (via Garibaldi), nella cui scuola lo scultore si formò, prima di trasferirsi a Roma per perfezionare gli studi all’Accademia e aprire tre studi, e il Palazzo Fazio, in Piazza San Sebastiano, dove ai tempi di Sindoni esisteva il Circolo dei Nobili e dove ebbe un simpatico diverbio con i “Nobili” che lo frequentavano. E’ previsto l’intervento del dottor Massimo Sindoni, che parlerà a nome della famiglia, che si è fatto carico di donare la lapide, oltre a personaggi della cultura e dell’arte che forniranno ampi ragguagli sulla vita e le opere dello scultore, le cui immagini e i documenti  saranno collocati sui muri lungo il percorso.

La Corda Fratres si è già occupata di Turillo Sindoni con un convegno svoltosi il 29 dicembre scorso in occasione del 150° anniversario della nascita, a cui parteciparono Simone Cardullo, Andrea Italiano e Massimo Sindoni.

Turillo Sindoni

Turillo Sindoni si sposò a Roma con la nobildonna Anna Elisabetta Maria Maddalena Rainati, nipote del papa Pio X. Morì a Roma nel 1941 e fu seppellito inizialmente nel cimitero del Verano, da dove fu poi esumato e spostato in una piccola cella.

Fu autore di ben centoventiquattro opere documentate, ma delle quali ben cinquantadue risultano non rintracciabili o scomparse. Realizzò  tanti Monumenti ai Caduti per molti Comuni italiani ma non nella sua città natale, a causa di polemiche per l’aumento del costo pattuito inizialmente da Sindoni con il Comitato promotore.

Uno scultore piuttosto dimenticato anche dalla sua città natale, con la quale non ebbe rapporti propriamente idilliaci, e in parte penalizzato dalla storia dell’arte perché non si aggregò ai movimenti artistici che nascevano nel periodo in cui visse e operò, ma seguì, da spirito indipendente qual’era, i valori del realismo, trasferiti in opere di grande forza espressiva.

Turillo Sindoni è oggi un “illustre sconosciuto”, assente dai testi di storia dell’arte. Il motivo principale consiste  nel non essere stato un innovatore, ma un artista che si è mosso tra il liberty e il neoclassicismo, ma senza essere d’avanguardia.

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