Mimmo Lucano: “Un Paese davvero liberale non ha paura dei migranti”

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Un Paese davvero liberale non ha paura dei migranti, siano essi “migranti economici” o “migranti politici”, ma accoglie a braccia aperte chi ha voglia di darsi da fare. Una società aperta e liberale non si chiude a riccio e non si fa sedurre da populisti e demagoghi. L’Italia oggigiorno non sembra proprio una società aperta, soffiano venti piuttosto illiberali e allora occorre fare resistenza. Resistere al populismo e alla demagogia di una certa parte politica è proprio l’intenzione della Rete dei Comuni Solidali che, assieme al Comitato per la promozione della cultura dell’accoglienza, ha proposto alla cittadinanza di Barcellona Pozzo di Gotto un incontro-dibattito sul tema “Raccontare l’accoglienza. La forza dei progetti che seminano pace” nell’Auditorium “San Vito”. Il comitato era rappresentato dalla professoressa Nella Falsaci, gli ospiti erano il sociologo Giovanni Maiolo e Alessia Barbiero.

Nel corso del convegno è stato mostrato un videomessaggio di Mimmo Lucano, il celebre sindaco di Riace (piccolo comune della provincia di Reggio Calabria, noto per il ritrovamento dei famosi Bronzi nel 1972) che tanto si è speso per l’accoglienza dei migranti e che è stato sospeso dalla carica di sindaco per presunte irregolarità nelle procedure di accoglienza (secondo l’accusa avrebbe commesso illeciti della gestione dei fondi per l’accoglienza e favorito matrimoni di comodo per far ottenere permessi di soggiorno). Lucano è diventato un simbolo per chi ha visto nel cosiddetto “modello Riace” (il progetto di ripopolare con i migranti un paese spopolato dall’emigrazione) una sorta di utopia realizzata. Dopo la testimonianza video di Lucano c’è stato un collegamento telefonico con la giornalista Tiziana Barillà, autrice del libro “Mimì Capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace” (edito da Fandango Libri). L’incontro-dibattito è stato aperto da Nella Falsaci che ha illustrato, innanzitutto, le precedenti iniziative del Comitato per la promozione della cultura dell’accoglienza: il convegno “Restiamo umani” e gli incontri con gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Falsaci ha ribadito l’importanza della corretta informazione sul tema dell’accoglienza, poiché proprio sull’ignoranza si basa la forza di chi si oppone ai migranti, e ha spiegato come stia crescendo la Rete dei Comuni solidali che in provincia di Messina ha avuto la prima adesione da Rodì Milici, ora c’è pure il comune di Messina e si attendono nuove adesioni. Dopo Nella Falsaci ha preso la parola Giovanni Maiolo, che non ha mancato di ringraziare i numerosi presenti e i promotori dell’evento e ha rivelato come sia un bel segnale il fiorire di comitati per l’accoglienza in un momento storico che vede così forti la Lega e Salvini. Maiolo ha raccontato il suo impegno a favore degli ultimi in giro per il mondo, in progetti solidali e per la cooperazione internazionale. Ha raccontato dell’apartheid non dichiarato in Perù dove le popolazioni indigene sono tenute ai margini della società e sfruttate dai peruviani di origine europea, riferendo di come gli indios dei villaggi siano indotti ad affidare le figlie ai cittadini con la promessa di migliorare la loro posizione sociale facendole studiare mentre invece forniscono inconsapevolmente domestiche a buon mercato ai discendenti dei conquistadores.

I progetti solidali in Perù sono indirizzati ad emancipare le giovani indigene e informare gli indios dei villaggi per contrastare questo tipo di sfruttamento. Maiolo ha poi parlato di altre esperienze in giro per il mondo, dai progetti a favore del popolo Sahrawi nel Sahara occidentale a quelli per portare l’acqua nei villaggi del poverissimo Niger. Giovanni Maiolo ha scritto molti libri sui suoi viaggi intorno al mondo e i suoi racconti hanno fatto venire a molti presenti la voglia di leggerli. Dopo ha preso la parola Alessia Barbiero, coordinatrice dello SPRAR di Gioiosa Ionica (in provincia di Reggio Calabria), che ha raccontato vicende commoventi e coinvolgenti che hanno visto protagonisti alcuni migranti accolti da lei (come il giovane pakistano, dissidente politico, che portava sul corpo i segni delle torture subite nella terra da cui è fuggito). Barbiero si è soffermata sugli effetti del decreto sulla sicurezza del ministro Salvini, che ha fortemente depotenziato l’accoglienza, spiegando come siano infondate le polemiche sui fondi per l’accoglienza poiché sono sempre stati soldi che rimanevano nel territorio, facendo lavorare e guadagnare anche e soprattutto i cittadini delle comunità che accoglievano i migranti. Dopo la testimonianza video di Mimmo Lucano e il messaggio in collegamento telefonico di Tiziana Barillà, alcuni dei presenti hanno preso la parola aprendo il dibattito. Al termine Nella Falsaci ha chiuso l’evento recitando una breve poesia di Madre Teresa di Calcutta: “Il frutto del silenzio è la preghiera, il frutto della preghiera è la fede, il frutto della fede è l’amore, il frutto dell’amore è il servizio, il frutto del servizio è la pace”.