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La Genius Loci riaccende i riflettori sulla condizione dei "Basiliani" e scrive una lettera di denuncia

“Passaggi dell’Estate”Genius Loci“Salvaguardia del Complesso Monumentale del 700 “I BASILIANI” dal degrado In data odierna depositiamo alla Sua attenzione questo migliaio di firme di cittadini barcellonesi che hanno accolto favorevolmente e firmato una petizione di sensibilizzazione per  salvaguardare dal degrado il complesso monumentale settecentesco dei “Basiliani”, ubicato in Barcellona Pozzo di Gotto nel Quartiere Immacolata.                                                                                                                           Vogliamo  portare alla Sua attenzione l’agonia che da tempo affligge questo bene culturale cittadino e pertanto Le chiediamo di attivarsi per poterlo salvaguardare e valorizzare per quel che merita. Accludiamo oltre al migliaio di firme, una nota storica del bene in oggetto e la “denuncia” di ruberie e furti che si sono avvicendati  negli ultimi anni.“Breve storia dei Basiliani”. Ieri!                                                                                                                           L’architetto siciliano Giovan Battista Vaccarini (Palermo 1702-Milazzo 1769), nella qualità di Architetto della Deputazione del Regno, nel 1748, durante sopralluoghi in provincia di Messina, si recò anche nella frazione Gala di Barcellona, presso l’antica sede del monastero basiliano, e predispose  un nuovo progetto  per la costruzione del nuovo complesso monastico.                                                                                                       Il monastero basiliano, fu costruito tra il 1776 e il 1791.                                                                                    Le informazioni relative al ruolo del Vaccarini nella costruzione del complesso basiliano sono frutto del lavoro dello storico dell’arte americano Erik H. Neil, il quale ha redatto una scheda per il catalogo della mostra Ecclesia Triumphas, tenuta a Caltanissetta nel 2009 (Ecclesia Triumphans,…, p. 125) dove sono riportati anche i disegni del Basile, che mostrano come il progetto originario fosse costituito da due corpi di fabbrica con corte interna e chiesa a pianta ovale al centro. In corso di esecuzione furono apportate delle modifiche: si realizzò un solo corpo, con i prospetti rispecchianti abbastanza bene il progetto originario, mentre la chiesa a pianta ovale fu modificata, sia in pianta che in prospetto. Sappiamo che il prospetto fu realizzato da Giuseppe Chindemi, poiché l’autore appose la sua firma e la data sulla parte sommitale del retro del campanile sul lato destro: “Gioseppe Chindemi fecit 1791” (cfr.: Pietro Genovese, in “Il Punto”, mensile edito a Milazzo, maggio 1979).Oggi!  L’elenco delle nefandezze commesse nei confronti  del Complesso monumentale dei Basiliani è abbastanza lungo. Probabilmente nessuna chiesa di Barcellona Pozzo di Gotto è stata oggetto di tanto accanimento quanto i Basiliani. L’elenco (parziale) inizia con la soppressione del 1866 dei beni ecclesiastici e con la relativa chiusura del convento e la dipartita dei monaci greci “basiliani”. L’elenco che l’Associazione Culturale “Genius Loci” propone,  prosegue, in ordine sparso, con: – Il crollo del tetto della chiesa e il successivo rifacimento in cemento armato e senza il controsoffitto a volta; – La spoliazione dei beni della chiesa e la dispersione della biblioteca dei monaci; – Il rifacimento della cantoria in cemento armato, diversa dall’originale; – Il furto del tondo in marmo sul prospetto, opera del Gagini; – Il furto di una campana; – L’incursione di vandali con il danneggiamento di un gruppo statuario del Venerdì Santo; – Gli affreschi aggrediti dall’umidità; – La cripta riempita di detriti quando fu rifatto il pavimento; – La sparizione dell’acquasantiera, forse interrata nella cripta; – L’antica stradella di accesso con i gradoni in pietra stravolta dall’asfalto; – La scomparsa dell’unico ritratto esistente dell’abate Eutichio Ajello; – Il vandalismo con le scritte sui prospetti. – E come se tutto questo non bastasse, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 2017 un fulmine ha colpito il campanile posto sul lato destro del prospetto, danneggiando la cornice in pietra e la copertura a tegole, e divelto la croce in ferro. Proprio sul retro di quel campanile c’era incisa sull’intonaco la firma dell’autore della facciata e la data dipinta a pennello: “Gioseppe Chindemi fecit 1791”. La scritta è andata perduta. – Nel mese di aprile del 2017 viene segnalata la scomparsa dello stemma dei Basiliani posto sulla porta d’ingresso dell’ex monastero, esistente sicuramente fino al dicembre del 2015 perché documentato da foto”. Il Presidente Associazione Culturale “ Genius Loci”Bernardo Dell’Aglio

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