Rete Ospedaliera: i consiglieri scrivono alla Regione e al Ministro Lorenzin, ma senza un accordo condiviso

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E’ stata inoltrata alla Regione, nelle persone del Presidente Crocetta e dell’Assessore Gucciardi, nonchè al Ministro Lorenzin, una nota firmata dai gruppi consiliari di maggioranza,gruppo misto e gruppo PD riguardante la nuova rete ospedaliera siciliana che dovrebbe essere realizzata in base al decreto legge Balduzzi e in considerazione dei criteri del decreto 70/2015.

“La nuova rete ospedaliera – secondo i consiglieri firmatari – consegna un quadro che inchioda la politica ad assumersi delle responsabilità. Se da un lato, la nostra sanità è al collasso perché sottofinanziata rispetto ai reali bisogni e la ‘coperta’ imposta è troppo corta, dall’altro l’offerta di servizi sanitari non è uniforme in tutta la regione, soprattutto nella zona tirrenica della provincia di Messina. I posti letto, proprio secondo la legge Balduzzi, dovrebbero essere 3,7 per acuti 2,7 per assistenza residenziale (555) o solo per acuti (420) ogni 150.00 mila abitanti. Ai costi standard dovrebbero corrispondere risorse e parametri standard. Invece, la realtà dei dati ci restituisce l’immagine di una distribuzione non equa delle risorse a scapito della fascia tirrenica. Proprio per mantenerci sui numeri e secondo le previsioni del decreto Balduzzi, l’Ospedale Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto ha un bacino di utenza di oltre 75.000 residenti che arrivano ad oltre 100.000 nel periodo estivo. Tali requisiti permettono, per legge, il mantenimento di una struttura “BASE” al Cutroni Zodda. Stessa considerazione per quanto attiene al vicino nosocomio di Milazzo V. Fogliani. Se invece volessimo considerare entrambe le strutture come se fossero un’unica struttura (Ospedali Riuniti di Barcellona P.G. e Milazzo), allora il numero complessivo di residenti supererebbe le oltre 170.000 unità tali da poter tranquillamente dotare il territorio di una struttura di PRIMO LIVELLO (SPOKE) con tutti i servizi annessi e connessi. Riteniamo, in ogni caso e in qualsiasi valutazione e classificazione, la necessità di assicurare e mantenere nel presidio ospedaliero Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto un PRONTO SOCCORSO CON EMERGENZA URGENZA alla luce sopratutto dell’inquadramento del nostro comprensorio di una notevole presenza di comuni montani e zone disagiate secondo quanto prescritto nel decreto n. 70 del 2015 al punto 9.2.1 e 9.2.2 recante le definizioni e gli standard qualitativi e strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera.”

Con la nota, dunque, i consiglieri che hanno sottoscritto, con la nota chiedono l’immediata attuazione del cronoprogramma, con la dotazione dei reparti ivi previsti, siglato in sede regionale dall’Assessore alla salute della Regione Siciliana Gucciardi, in presenza di tutti Sindaci dei Comuni interessati, della deputazione regionale della provincia di Messina ed ufficializzato con successiva PEC al comune da parte del Direttore Generale dottor Sirna; nonchè, l’immediata rimodulazione della rete ospedaliera dell’area territoriale Messinese, visti gli standard qualitativi, territoriali, strutturali e tecnologici previsti dal decreto Balduzzi e dal decreto n. 70/2015 con l’immediato inquadramento degli Ospedali Riuniti di Milazzo e Barcellona P.G. globalmente considerati in un struttura di I° LIVELLO (struttura SPOKE) conformemente ai parametri previsti dalle predette normative.

Sembra, però, che la suddetta nota con tanto di richieste non abbia messo d’accordo tutto il Civico Consesso e che a dissociarsi siano stati i consiglieri di minoranza dei gruppi Avanti con fiducia, Raffaella Campo ed Antonio Dario Mamì, Centrosinistra per il Bene Comune, Giuseppe Saija e Nino Novelli, insieme ad un componente del gruppo misto, David Bongiovanni. Alla base della non condivisa nota ci sarebbe una questione di forma che, però, potrebbe, nel tempo, influire sostanzialmente sull’andatura degli eventi. La non sottoscrizione, dunque, riguarderebbe, non il pronto soccorso con tutti i reparti di emergenza urgenza come avrebbero auspicato i consiglieri non firmatari, ma un punto di primo soccorso senza riferimento ai reparti.