Barcellona, presentato il libro "La fucina dei sogni" di Giuseppe Giunta

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La sala “Giovanni Spagnolo”- ex monte di pietà di Barcellona ha ospitato la Pro Loco “ Alessandro Manganaro” per la presentazione del libro “La fucina dei sogni” di Giuseppe Giunta, edito da Edizioni Smasher. L’evento che, nonostante il maltempo, ha visto  una larga partecipazione di pubblico, s’inserisce nella più ampia cornice del cartellone di manifestazioni previste in occasione del gemellaggio tra le Società di Mutuo Soccorso di Barcellona e della città argentina di Chivilcoy. Era presente, infatti, una rappresentativa argentina tra cui Laura Boleso, promotrice del gemellaggio, insieme al vicepresidente della Pro Loco, che è stata accolta e ringraziata dall’assessore Raffaella Campo.
L’incontro è stato moderato dalla prof.ssa Flaviana Gullì, caporedattore di 24live.it, ed ha visto come relatori Andrea Italiano, Presidente della Pro Loco barcellonese ed autore della prefazione del libro, Vincenzo Albanese, docente di Fisiopatologia Chirurgica dell’Università di Messina e cultore di studi esoterici e Carmen Giulia Fasolo, direttrice editoriale della Smasher.
La Prof.ssa Gullì ha sottolineato il valore culturale di un saggio che non segue i dettami di un canonico libro di alchimia specifico ma si presenta come l’espressione di un percorso iniziatico dalla morte alla rinascita, sottolineandone le reminiscenze dantesche nell’impostazione tematica. L’autore, infatti, racconta di una discesa nella propria interiorità alla scoperta di sé, in un viaggio fatto in compagnia di tre care guide: Carmelo Coppolino Billè, Nino Alberti, il museo Epicentro, rappresentanti dei valori universali quali la bellezza e la poesia. Ha preso quindi la parola la direttrice editoriale, la Fasolo, che ha messo in evidenza la complessità tematica e formale dell’opera, enucleando due concetti fondamentali e presentandoli come chiavi di lettura: percorso e  bussola. Il tema del percorso è legato al viaggio interiore nella ricerca di una visione di sé e dell’altro; il tema della bussola è legato al concetto di bellezza, in quanto l’uomo moderno sembra aver perso l’orientamento, il senso della bellezza. Carmen Giulia Fasolo ha illustrato infine la veste grafica del libro, singolare per la dimensione dei caratteri, l’impaginazione e la presenza di particolari illustrazioni.
Dopo la lettura di alcuni brani del libro, da parte dell’autore, la parola è passata ad Andrea Italiano, che ha offerto un’approfondita analisi del contenuto dell’opera. Il testo, trattando di alchimia ed esoterismo, affronta un genere di cultura messa ai margini dal mondo positivista e materialista. Nell’analizzare la raccolta poetica di Giunta, Italiano l’ha proposta come l’interpretazione di una nuova religiosità che conduce all’avvicinamento alla fonte del divino e ne ha indicato il filo conduttore nel tentativo dell’uomo di conoscere sè stesso, il dio che è in lui grazie al Nous, il pensiero, insufflato dal Logos, la parola.
Andrea Italiano ha sottolineato, poi, la pregnanza simbolica di alcuni temi affrontati da un’opera che tratta di esoterismo, rintracciandone gli elementi portanti nel senso della regalità sacra, della tradizione, del mito, dell’eterno fluire della vita. Secondo tale interpretazione, il libro non offre una verità, ma delinea il destino dell’uomo come continuo fluire verso la perfezione, alla ricerca dell’Uno, inteso come fattore di completezza e morte della contingenza.
A questo punto la platea ha potuto ascoltare la relazione del Prof. Albanese che ha illustrato il significato della pratica alchemica definendola “arte filosofico-esoterica della trasmutazione materiale, psicologica e spirituale attraverso procedimenti fisici e per mezzo dell’intervento della dimensione spirituale dell’uomo”. Il Prof. Albanese ha tracciato, perciò, una breve storia dell’alchimia, dai proto-alchemici concentrati sullo studio del materiale agli alchemici dello spirito che, attraverso l’iniziazione, rito di passaggio da una condizione ad un’altra, migliorano il loro essere mediante il possesso della conoscenza e della tradizione. Ha così offerto agli astanti una esaustiva spiegazione dell’esperienza iniziatica che conduce l’alchimista alla luce, il punto di arrivo di un percorso di conoscenza che corrisponde all’avvicinamento al sacro.
Il relatore ha definito “opus alchemico” il lavorio interiore che permette di morire a sé stessi per rinascere come uomini nuovi ed ha poi  illustrato ampiamente le quattro fasi alchemiche attraverso cui l’iniziato intraprende il viaggio di elevazione dal nero assoluto delle proprie pulsioni, che rappresentano la zavorra materiale che imprigiona lo spirito, alla scoperta del divino che consente di raggiungere la perfezione spirituale. “ La conoscenza mondò le mie interiora” recita il poeta facendo riferimento a questo processo di edificazione esoterica che passa attraverso la conoscenza.
Il saggio di Giuseppe Giunta si pone pertanto in un ambito letterario ben preciso e merita una lettura approfondita, supportata dalle suggestioni puntualmente illustrate dai suddetti relatori.