Terme Vigliatore: Antiracket, l’associazione Fonte di Libertà si presenta: “Rotto il muro di omertà”

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“Mio padre ci teneva tantissimo”. Così nel 1995 il pentito di Montelepre, Giovanni Mazzola, spiegava ai magistrati la scelta di fare il mafioso. Il curioso aneddoto è dell’attuale procuratore capo di Barcellona Pozzo di Gotto, Salvatore De Luca, intervenuto ieri a Terme Vigliatore alla presentazione dell’associazione antiracket e antiusura “Fonte di Libertà”, da un anno iscritta alla Fai. “Quello era l’esempio di una certa subcultura, che per fortuna oggi è veramente marginale – ha spiegato De Luca – grazie alle forze sane della nostra terra le cose sono cambiate. I mafiosi non si avvicinano più agli imprenditori iscritti alle associazioni antiracket perché li considerano pericolosi”. Merito delle denunce, quelle che hanno permesso di arrestare negli ultimi anni alcuni pericolosi esponenti della cosca operante tra Barcellona e Terme Vigliatore. Tra gli imprenditori coraggiosi, Benedetto Gianlombardo, uno dei fondatori di “Fonte di Libertà”, fondata il 2 ottobre 2012 e costituitasi parte civile nel processo Mustra. “Ho denunciato il mio estortore (Salvatore Campisi, ndr) perché credo nelle istituzioni e perché non volevo che le mie scelte aziendali fossero condizionate dalla mafia”, ha raccontato Gianlombardo. Il suo esempio è stato seguito da altri imprenditori locali, ultimo in ordine di tempo il vivaista Vito Giambò, che hanno contribuito a “rompere il muro di omertà”. Tra i relatori del convegno, anche il senatore del Partito democratico, Giuseppe Lumia, e il presidente della commissione antimafia all’Ars, Nello Musumeci, a dimostrazione che “la legalità non ha colore politico”, come ha sottolineato il presidente della Fai, Giuseppe Scandurra. “Terme Vigliatore è un territorio molto travagliato che aveva bisogno di una vera associazione antiracket”, ha affermato Lumia: riferimento non troppo velato all’altra antiracket cittadina, la Lacai, presieduta da Antonino Palano, su cui pende una procedura di cancellazione, per ora sospesa, dall’albo prefettizio delle associazioni. “Sebbene oggi si registri un’attività repressiva senza precedenti – ha aggiunto il senatore del Pd – Cosa nostra riesce a resistere grazie al business delle estorsioni, che è uno dei suoi pilastri. Senza denuncia non può esserci antiracket. Ricordiamoci che le procure inquisiscono per favoreggiamento gli imprenditori che negano di aver pagato il pizzo”. Eppure, come ha ricordato Musumeci, che vede nel primato della buona politica la stella polare, in tanti non credono ancora nell’utilità di rivolgersi alle forze dell’ordine: “C’è tanto lavoro da fare – ha dichiarato il parlamentare catanese – uno studio condotto dal centro Pio La Torre, su un campione di 2000 studenti, ha evidenziato che solo il 50% crede che lo Stato possa sconfiggere la mafia”. Intanto, dal mese prossimo, Fonte di Libertà, come ha sottolineato il suo presidente, Salvatore Barresi, avrà sede nei locali del centro sociale comunale, in via del Mare. “Terme Vigliatore si doterà così di un presidio antiracket”, ha annunciato Barresi che ha poi salutato i rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine presenti alla manifestazione. Tra gli altri, il viceprefetto di Messina, Natalia Ruggeri, il questore, Giuseppe Cucchiara, il comandante provinciale dei carabinieri, Stefano Spagnol, quello della Guardia di finanza, Vincenzo Vellucci, e i sindaci di Terme Vigliatore e Barcellona Pozzo di Gotto, Bartolo Cipriano e Maria Teresa Collica.