Rodì, duello rusticano per la poltrona di sindaco

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Alle elezioni amministrative mancano solo tre giorni e nei comuni chiamati al voto l’attesa inizia a farsi spasmodica. In un clima elettorale arroventato, i cittadini di Rodì Milici si stanno godendo una competizione serratissima tra i due candidati a sindaco, Eugenio Aliberti e Filippo Torre, primo cittadino uscente.

Aliberti, sostenuto dalla lista civica “Partecipazione e rinnovamento”, si augura di raccogliere il testimone del padre Carmelo, che fu sindaco dal 2002 al 2007.

Lo scenario di decadenza – si legge nel suo programma elettorale – in cui la nostra comunità civile si è ritrovata in questi anni deve essere necessariamente superato. La vecchia politica, che si occupa del potere di pochi a discapito della comunità, non può proseguire oltre. Noi rappresentiamo, grazie alla nostra determinazione, ai nostri principi, al nostro entusiasmo, la reale alternativa a tale stato di cose”.

Filippo Torre, appoggiato dalla lista “Insieme per Rodì Milici”, spera da par suo di ottenere la riconferma del mandato: “Ci presentiamo ai cittadini con la stessa umiltà che ci ha sempre contraddistinto ed aspettiamo fiduciosi il loro consenso, certi come siamo che i valori che ci sono stati trasmessi ci porteranno a non appropriarci dei risultati ottenuti, semmai a condividerli. Il mio auspicio è che questo dialogo elettorale sia pacato, e non uno scontro di singole volontà che cercano di prevalere l’una sull’altra”.

Come non detto. Le ultime ore di campagna elettorale stanno smentendo l’augurio del sindaco uscente: infuocati comizi dai balconi, volantini polemici (in uno, a firma della lista Torre, si fa l’elenco degli incarichi istituzionali e dei compensi ricevuti negli anni da Aliberti, accompagnato dallo sferzante commento “lui intasca, noi paghiamo”, ndr) ed elettorato diviso in due agguerrite fazioni. Non il massimo della sobrietà, ma in fondo c’è più gusto così.