Un contrasto familiare alla base dell’omicidio di Novara Sicilia?

- Cronaca, Primo Piano

I carabinieri della stazione di Novara di Sicilia e della compagnia di Barcellona sono alla ricerca del movente che ieri pomeriggio ha armato la mano del sessantaquattrenne Rosario Grasso contro il cognato Sebastiano Raciti, 51 anni, trovano morto lungo una scarpata a margine della SS 185 che collega la costa tirrenica con quella ionica. E’ stato lo stesso omicida a presentarsi davanti alla porta della caserma dei carabinieri, per denunciare quanto accaduto.

Secondo un prima ricostruzione, i due catanesi, entrambi provenienti da Santa Venerina, piccolo centro alla periferia di Acireale, stavano percorrendo la strada statale di Sella Mandrazzi, a bordo di un Suv Hyundai, quando avrebbero deciso di consumare un veloce pranzo all’altezza del km 24, in contrada Vallone Botte. Durante il pasto sarebbe esplosa un lite, che il Grasso avrebbe risolto nel peggiore dei modi, esplodendo alcuni colpi di pistola contro il cognato, che è rimasto a terra senza vita. Il corpo sarebbe scivolato in un vicina scarpata. La circostanza ha reso più complicati i rilievi dei carabinieri, coordinati dal maggiore Luciano De Gregorio, che hanno dovuto operare sotto una fitta pioggia caduta per tutto il pomeriggio sulla zona. Il medico legale non ha infatti potuto effettuare un’accurata ispezione esterna sul corpo, tanto non poter individuare con esattezza il numero dei colpi esplosi dall’omicida.

Le indagini, affidato al sostituto procuratore di Barcellona Mirko Piloni, dovranno chiarire le ragioni dell’insano gesto, trovando i necessari riscontri alle dichiarazioni del sessantaquattrenne che si è accusato del delitto

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