Presentato “Scimmie” di Alessandro Gallo

- Cultura, Attualità

Ieri sera, presso la sede dell’Associazione “Ossidi di Ferro”, si è tenuta la presentazione del libro Scimmie di Alessandro Gallo. Sono intervenuti la presidente dell’Associazione, Elisa Calabrò, l’addetta all’ufficio stampa della casa editrice Navarra, con la quale l’opera è stata pubblicata, e l’autore che ho ampiamente illustrato le linee guida e i motivi ispiratori del romanzo.

Il lavoro di Gallo è principalmente indirizzato ad un pubblico adolescente a cui si propone di raccontare i principali eventi camorristici degli anni ’80, generalmente trascurati. E’ dedicato a Giancarlo Siani, cronista precocemente ucciso dalla camorra, che fu il primo ad avere il coraggio di denunciare i misfatti dell’associazione criminale campana. La storia narra le vicende di tre quindicenni Pummarò, Panzarotto e Bacchettone che formano un piccolo gruppo con l’intento di scalare la piramide della camorra, il cui percorso è segnato da alcune tappe “tipiche”, come, tra le prime, trovare un soprannome e compiere un rito di iniziazione, finché vengono assoldati dal clan che usa i giovani come “scimmie”, animali che fanno tutto ciò che è loro comandato in cambio di un banale compenso. La svolta avviene quando uno dei protagonisti incontrerà un giornalista che, attraverso un “camorra tour”- in cui si rispecchiano aspetti realistici della realtà malavitosa – lo convincerà a cambiare strada e a vivere, finalmente, come un adolescente.

Dopo la relazione di Gallo si è aperto un dibattito in cui l’autore ha risposto alle numerose domande dell’uditorio. La presentazione ha allora assunto i caratteri di momento di riflessione su alcuni aspetti sociali dell’attività malavitosa e ha svelato altri  particolari sulla genesi di “Scimmie”. In particolare è stata sottolineata la difficile condizione dei giovani di oggi, comune a tutte le zone in degrado, sospesi tra una società civile in cui non riescono ad inserirsi e la mafia, che realmente e attualmente non li vuole, ma si serve di loro nella maniera più spietata e subdola. L’autore ha dichiarato di essersi trovato personalmente in questa situazione e di aver dovuto scegliere tra il bene ed il male, sottolineando il ruolo importante che hanno avuto gli educatori, il teatro e la scrittura, di cui si è presto innamorato, in questa scelta.

L’opera, come lo stesso autore ha dichiarato, può essere giudicata superficiale per il grado di approfondimento degli eventi di cronaca trattati, ma ciò è dovuto alla considerazione delle attese del pubblico a cui è rivolta, gli adolescenti, oggetto dell’attività educativa di Gallo, che devono essere incuriositi e leggere il racconto senza appesantirsi, mentre un pubblico adulto sarà spinto ad approfondimenti  personali.

Booktrailer

 

 

 

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