Il personale della “D’Alcontres”: “Si rischia il futuro dell’istituto”

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I docenti e il personale Ata dell’istituto comprensivo “D’Alcontres” di Barcellona sono sul piede di guerra, perché temono una riduzione dei posti di lavoro, a causa degli accorpamenti del nuovo piano di riordino dell’organizzazione scolastica siciliana, che potrebbe nel tempo mettere a rischio la conferma di alcune cattedre per la diminuzione del numero di alunni.
Il consiglio d’istituto, quindi, si è riunito in assemblea straordinaria, al fine di approvare, insieme alle organizzazioni sindacali, un documento unitario, in cui si chiede una diversa distribuzione delle scuole, così da garantire il mantenimento dell’attuale dotazione organica. Secondo le indicazioni che l’assessore regionale Mario Centorrino ha inviato al Ministero per l’approvazione definitiva, alla scuola media D’Alcontres verrebbero accorpate, come era stato anche proposto dall’amministrazione comunale nell’ottobre scorso, la scuola primaria di Calderà e la scuola dell’infanzia Cattafi, per un bacino d’utenza di poco superiore ai cento alunni. “In questo modo – afferma Carmelo Mirabile, responsabile Cgil Scuola di Barcellona – non sarebbe garantita la stabilità nel tempo dell’istituto comprensivo D’Alcontres, un centro importate di interlocuzione del territorio, sul piano culturale e didattico pedagogico, e che, per questo, è sempre stata la scuola cittadina con il maggior numero di alunni. Numero di alunni che verrebbero nel tempo a diminuire perché la scuola primaria di Calderà, che ci viene adesso assegnata, accoglie al momento 60 alunni, mentre la scuola dell’infanzia Cattafi non supera le 50 unità. Il tavolo tecnico del 31 gennaio scorso in sede regionale, invece, aveva assegnato all’istituto comprensivo D’Alcontres un plesso di scuola primaria piuttosto consistente, quello di Pozzo Perla, e quello della scuola dell’infanzia della frazione di Oreto. Nella stesura definitiva, invece, si è tornati alla proposta originale che riteniamo produrrà smarrimento e confusione tra le famiglie e gli alunni, per l’interruzione della continuità didattica, e per noi lavoratori della scuola, che diventeremo, in gran parte, soprannumerari, e fra i precari, che vedranno diminuire i posti di lavoro”.
I docenti e il personale Ata chiedono, pertanto, “l’accorpamento dell’istituto con il secondo circolo didattico “Balotta”, in considerazione del fatto che i due istituti insistono sullo stesso territorio ed hanno la stessa utenza, o, in subordine, di ripristinare con un urgenza la decisione presa al tavolo tecnico di fine gennaio, che prevedeva l’accorpamento con la scuola primaria di Pozzo Perla e con quella dell’infanzia di Oreto”.

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