Guardia di Finanza di Messina: il bilancio del 2011, scoperti quasi 244 milioni di euro sottratti al fisco

- Cronaca, Provincia
E’ positivo il  bilancio del lavoro svolto, lo scorso anno, dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Messina nella lotta all’evasione fiscale. Novecentosessantotto atti ispettivi, circa 187 milioni di euro sottratti alle imposte dirette, 56,5 milioni di euro di I.V.A. evasa o non versata: pochi dati che danno un quadro esaustivo dell’efficace attività svolta dalle Fiamme Gialle sul nostro territorio, particolarmente utile, soprattutto in un momento in cui il Paese cerca di uscire dalla crisi economica che da tempo lo affligge.
 
L’attività ispettiva ha contrastato in particolare l’economia sommersa; in quest’ambito sono stati scoperti 160 operatori commerciali evasori totali e 22 evasori paratotali, che hanno sottratto 129 milioni di euro di ricavi e evaso oltre 30 milioni di euro di Iva. Il campo che risulta maggiormente coinvolto dal fenomeno è quello dell’edilizia e delle ristrutturazioni. In particolare il Nucleo di Polizia Tributaria di Messina ha sequestrato ad un imprenditore messinese del settore, beni mobili ed immobili, conti correnti bancari e titoli obbligazionari, del valore di circa 2 milioni di euro; l’evasione complessiva emersa dalle indagini ammontava a 16 milioni di euro e coinvolgeva non solo l’imprenditore, ma anche numerosi cittadini acquirenti di singole unità immobiliari in vendita, che attestavano nel contratto un prezzo di acquisto inferiore, in media del 30 o 40%, rispetto a quello effettivamente corrisposto.
 
Sono stati, inoltre, effettuati più di 7.000 controlli in materia di ricevute e scontrini fiscali, che hanno consentito di riscontrare circa 2.500 irregolarità. Le categorie economiche maggiormente coinvolte in quest’ambito sono principalmente l’alimentare, con una percentuale di irregolarità del 42%, seguito dall’abbigliamento e dalle attività di ristorazione e alberghiere. In questo campo sono stati scoperti, ad esempio, casi in cui i commercianti rilasciavano “regolari” scontrini  o ricevute fiscali, ma omettevano, a fine anno, di presentare i modelli dichiarativi dei redditi sia ai fini delle Imposte sui redditi, sia ai fini I.V.A., come hanno fatto la titolare di una gioielleria (addirittura, per ben 17 anni) e quella di un ristorante, la cui scoperta inadempienza ha consentito di recuperare complessivamente 3,3 milioni di euro di “redditi in nero” ed ai fini IRAP e 100 mila euro di I.V.A., per gli anni d’imposta 2008 e 2009, oltre a 500 mila euro di ricavi non registrati per l’anno 2010. Inoltre 103 sono stati i provvedimenti di chiusura di esercizi commerciali eseguiti e sono  altresì stati scoperti 249 fra lavoratori in nero e irregolari.