Sentenza esemplare per l’incidente mortale del Capodanno 2008

- Cronaca, Provincia, Primo Piano

FURNARI. Una pesante condanna è stata inflitta ieri pomeriggio ad Enzo Italiano, il giovane conducente della Golf che provocò incidente mortale di Capodanno in cui persero la vita la coppia di fidanzati di Furnari, Giansimone Lipari e Laura Aveni Banco, rispettivamente di 26 e 21 anni.
Il giudice monocratico del tribunale di Barcellona, Maria Tindara Celi, ha ritenuto il ventisettenne di Mazzarrà Sant’Andrea, responsabile sia del reato di omicidio colposo plurimo, sia dell’omissione di soccorso, condannandolo a complessivi tre anni e mezzo di reclusione. Il pm d’udienza, Giorgio Nicola, nella sua arringa aveva chiesto una pena di tre anni, proponendo l’assoluzione per l’accusa di omissione di soccorso. Il giudice, al termine della camera di consiglio, ha appesantito la richiesta, infliggendo ad Italiano, difeso dagli avvocati Tommaso Calderone e Carmelo Cicero, la condanna a due e mezzo per l’omicidio colposo plurimo ed un anno per l’omissione di soccorso, oltre alla sospensione della patente per due anni. Nella sentenza è stato disposto anche il pagamento delle spese processuali e di 250 mila euro complessivo, a titolo di provvisionale, a favore dei familiari delle due vittime, che si sono costituiti parte civile con gli avvocati Guglielmo D’Anna, Rita Marotta, Pinuccio Calabrò e Giuseppe Chiofalo.
L’incidente mortale è avvenuto poco dopo il capodanno del 2008, alle 00:35, in contrada San Filippo, all’altezza del bivio che dalla strada statale 113 conduce al centro di Furnari. I due fidanzati, che lavoravano presso una struttura alberghiera di Portorosa, stavano rientrando a casa per scambiarsi gli auguri con i parenti. Quando imboccarono la via Nuova Russo, in direzione a Furnari, la loro Peugeot 206 venne centrata in pieno dalla Volkswagen Golf, condotta da Enzo Italiano, che viaggiava in senso opposto di marcia, in compagnia di un amico. L’imputato proseguì la sua corsa, abbandonando il luogo dell’incidente e recandosi al pronto soccorso dell’ospedale di Barcellona, dal quale si allontanava senza sottoporsi al testa dell’etilometro. Venne successivamente rintracciato e rinviato a giudizio nel processo che si è concluso ieri con una storica condanna.